Ravenna - Entrare nellallevamento del Vento, Osteria (RA)

Mi chiedo come sia possibile che nessuno si arrischi a fare quello che oggi sto facendo anch'io.

06/gen/2009 20.34.24 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Sono andato a sfamare dei cani, circa duecento, all’Allevamento del Vento, in provincia di Ravenna. Stavano morendo di fame e di freddo, intrappolati in gabbie e recinti, nel fango bagnato misto alla loro stessa merda.
Cani da caccia.

Il padrone Giorgio Guberti, un veterinario ultraottantenne alto una spanna, porta avanti da oltre dieci anni questa metodologia di allevamento: non gli dà quasi mai da mangiare, le cure sono praticamente inesistenti, la natura fa la sua selezione e i più forti sopravvivono così possono essere venduti per le battute di caccia.
Ci sono diversi cuccioli in questo allevamento sperduto nella campagna ravennate. Alcune cagne incinte, tanti tanti disperati che raspano le porte delle gabbie, che si ammassano l’uno sopra l’altro per scongiurare il freddo, cani malati e oscenamente denutriti.Arrivo con altri due volontari. Sono alcuni giorni che, grazie a un servizio tv, è scoppiato il caos. Persone, vicini, animalisti, hanno espresso il! loro disappunto. La legge, vestita da NAS e da ASL, si muove con i suoi tempi.

Ed i cani muoiono di fame sbranandosi a vicenda.
Muoiono, letteralmente, non è uno scherzo, i resti sono stati trovati nel fango.

Entriamo da un buco nella rete, armati di sacchi di cibo e taniche di acqua. Scivoliamo nel fango, i cani ci accolgono saltando e facendo festa. Sono tanti, una ciotola mezza vuota è il massimo che possiamo offrirgli. Le loro bocche sono infinite e divorano tutto.
Li guardo negli occhi, ci vedo umanità. Perfettamente coscienti di essere nell’illegalità, gli riempiamo le ciotole. Vi rendete conto? È illegale sfamare un cane.
Perché non liberarli? Un po’ per paura: se questi cani liberi fanno qualche casino, provocano un incidente nella vicina tangenziale, o aggrediscono qualcuno, poi sono cazzi per tutti noi. Un po’ per speranza: ora forse sono davvero vicini ad essere tirati fuori di lì in maniera legale. Se sopravvivono, certo.
Il ri! chiamo ai lager tedeschi viene naturale. Mi chiedo come sia possibile che nessuno si arrischi a fare quello che oggi sto facendo anch’io. Come si può vedere e tacere?

I cani ci avvisano dell’arrivo di qualcuno. Un’auto parcheggia all’esterno, scende il padrone accompagnato da quattro amici cacciatori. Attendono fuori, aspettandoci. Noi finiamo il nostro lavoro, mentre arrivano anche i carabinieri.
Ci intimano di uscire, ma noi usciamo solo dopo aver ultimato il giro.
Siamo calmi. Il carabiniere capo, che fa precedere il nome da un titolo di gerarchia che a me indica solo la sua miseria, inizia a farci la morale. Che la proprietà privata è sacra, e le idee diverse vanno rispettate, e la violazione e il danneggiamento ed i rischi e bla bla bla. Insopportabile. Lo prego di fare il suo mestiere in fretta senza tante chiacchiere, gli cedo il mio documento e aspetto.
Si scaldano un po’ i toni, un cacciatore mi spiega che se vado a trovarlo a casa sua non ne uscirò più. C’è un po’ di tensione anche con il caramba-capo, che insist! e nello spiegarci che non dobbiamo farlo più, già già già. Riceviamo in cambio la solidarietà timida dei due carabinieri senza-titolo.
Di lì a poco siamo liberi di tornare a casa.

La politica si interroga, intanto, sul futuro dei cani. Domani porteremo loro in pasto tanti punti di domanda, come unico contributo dalla società civile.





Altre notizie sul sito http://www.amicicani.com
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl