ENPA - Sono accessibili i dati dei proprietari degli animali. La commissione da ragione a ENPA

14/gen/2009 11.12.56 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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E\` legittimo ottenere i dati dei proprietari degli animali e la pubblica amministrazione (le Asl, in particolare) non può rifiutarsi di fornire le informazioni utili a risalire al detentore di un cane. Lo ha stabilito la Commissione per l\`accesso ai documenti amministrativi di Palazzo Chigi in risposta a un quesito posto dalla Sezione Enpa di Grosseto. Il pronunciamento della Commissione è importantissimo e per la prima volta fa chiarezza su un aspetto controverso che in diverse occasioni ha impedito di restituire cani ai legittimi proprietari o – altro caso – a identificare chi si è reso responsabile del reato di abbandono di animali.
La Commissione rileva innanzitutto che la proprietà di un cane non può ritenersi un dato sensibile né possono sussistere profili di riservatezza giuridicamente apprezzabili. “Va infatti tenuto presente – scrive la Commissione per l\`accesso ai documenti amministrativi – che la legge 20 luglio 2004 n. 189 ha introdotto nel testo del codic! e penale il Titolo IX bis, destinato specificamente alla repressione dei \`delitti contro il sentimento per gli animali\`, ed ha previsto lo specifico reato di \`abbandono degli animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività\` (attuale art. 727), reato che può comportare l’arresto sino ad un anno”. La volontà del legislatore è quindi chiara: da una parte occorre perseguire chi abbandona un animali e dall\`altro bisogna fare il possibile per permettere il ricongiungimento – in caso di smarrimento – tra l\`animale e il detentore.
In base a questo orientamento normativo – prosegue ancora la Commissione – , nel caso di smarrimento accidentale di cani l’interesse prioritario del proprietario deve essere ritenuto quello di ritrovarli al più presto. Nel caso invece di un loro volontario abbandono si realizza un comportamento che integra gli estremi del reato di cui all’art. 727 del codice penale, e che quindi non può giustificare alcuna pretesa di riservat! ezza”.
“Si ritiene pertanto – conclude la Commissione – che le pub bliche amministrazioni siano tenute a consentire l’accesso ai documenti amministrativi indicati dall’ENPA”.





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