Chieri - Senza soldi il canile a rischio chiusura

16/gen/2009 12.19.05 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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«Trentacinque razze di cani recuperate durante i circa venti giorni di festività natalizie. Come ogni anno durante i giorni di vacanza, gli abbandoni e gli smarrimenti degli animali si sono immancabilmente moltiplicati». A parlare è Roberto Palma esponente dell’Enpa, l’ente nazionale di protezione degli animali che gestisce il canile cittadino. Una struttura aperta nel 2001 che ha visto passare migliaia e migliaia di esemplari. Qui vengono infatti radunati gli animali ritrovati nella zona del chierese, parte della cintura sud ovest di Torino e basso pinerolese. Posti dove spesso i cosiddetti migliori amici dell’uomo vengono abbandonati dai loro padroni senza scrupoli, quasi come fossero scarpe vecchie.

Il canile per ora regge in materia di spazio, ma di certo durante gli ultimi giorni del 2008 e i primi del nuovo anno, l’attività è stata frenetica. Nel corso delle feste natalizie le uscite totali su segnalazione sono state poco meno di una cinquantina. Circa due al ! giorno di media, non poche: «In una sola giornata abbiamo avuto fare fronte a cinque chiamate - dice Palma -, tanto per dire che frequenza può avere il nostro impegno. Natale, estate, Pasqua sono i periodi che noi marchiamo con il bollino rosso» Andare in vacanza con l’animale domestico per alcuni non è contemplato.

Attualmente sono circa una cinquantina i cani custoditi al canile «Una situazione che riusciamo a gestire per ora - continua l’esponente dell’Enpa-, anche perché tra gli affidi che riusciamo a fare e le catture, il risultato è una quantità di “ospiti” sostenibile». Quello che però sta diventando sempre più difficile è il reperimento dei fondi. I Comuni partecipano solo per la copertura delle spese di prima necessità. Per il resto se la devono cavare loro, i volontari: «Con i soldi che arrivano dagli enti pubblici possiamo fare ben poco - conclude Palma -, alcuni servizi fondamentali come le sterilizzazioni, le cure per esemplari ammalati o anziani, senz! a contare le operazioni, quando sono necessarie, sono tutti a carico n ostro». L’anno scorso, tanto per fare un esempio, per l’operazione di una cagnetta i volontari hanno dovuto sborsare di tasca loro più di mille euro.

Massimiliano Rambaldi





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