Lipari - Randagismo, Cristo si fermato a Lipari

Lipari - Randagismo, Cristo si fermato a Lipari Lipari.

19/gen/2009 18.09.15 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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Lipari. Il Cristo dei sindaci, del confine delle promesse mancate, abita anche nelle Eolie. Lontanissime, miraggio del riposo. E della dimenticanza cronica. Lipari e i cani, niente di diverso rispetto ad altri canili del Sud. Nascono con lo stampo, si evolvono col medesimo criterio dell’abbandono politico,del randagismo come sistema di governo. Lipari come Palermo, Reggio Calabria, Santo Stefano, Mirabello, Olbia. Una storia tormentata, quella del minuscolo canile miracolosamente tenuto in piedi dall’associazione Eolo a 4 zampe. Fino a quando il sindaco che non si cura di loro ha deciso di voler trasferire gli animali nel maxi canile di Taurianova, pagando la solita retta quotidiana. Togliendosi dagli occhi l’odioso problema dei cani inutili che nessuno adotterà mai, senza sapere
quale sarà il loro destino nella massa dei cani da maxi canile, fabbriche di soldi. Intanto fino ad ora sali fin sulla frazione di Quattropani prima di incontrarlo, in una vallata selvaggia, lon! tano dagli uomini, dalla vista, dal mondo, inimmaginabile da raggiungere per un’adozione. Quando piove partire in macchina è seriamente da mettere in discussione. Il Comune si trovò tra “capo e collo” nel 2003 con l’urgenza di costruire qualcosa per ricoverare i cani che provenivano nell’area di uno sfasciacarozze. Rottamati come le cose, esseri senzienti in disuso, buttati lì nelle cose inutili, legati ad un metro di catena, guardia insostituibile alla crudeltà in un metro quadro di vita, a perenne memoria del disuso umano. Il Comune li porta via e costruisce laggiù a Quattropani un rifugio temporaneo. Per la temporanea volontà del sindaco di risolvere la questione dei cani rottamati. Per la promessa temporanea di risanare l’area. Temporanea e già scaduta. La Regione Sicilia aveva fatto il primo passo, stanziando 25000 euro. Ma dove sono stati usati se lo chiedono in tanti. Perchè ad oggi la struttura, aperta solo per il quotidiano impegno dei volontari, ha box di lamiera ! dove tutto si allaga quando piove. Le cucce sono di legno, acquistate dai volontari. La pavimentazione è di cemento. Gli scarichi sono
solo dei buchi nel cemento collegati a dei tubi con un pozzetto a perdere nel terreno. L’elettricità non c’è. I 21 cani ospiti non guardano la tv. L’esterno delle gabbie è di pietra pomice. Per dare un senso all’assurdo, i ragazzi volontari hanno piantato 2 alberelli, segno di una speranza impossibile. La copertura esterna, realizzata l’estate scorsa per riparare dal sole e dal terribile caldo è stata distrutta dalle raffiche di vento. E l’unica presa d’acqua è collegata con un tubo e una pistola per pulire le gabbie. «In inverno le coperte dei cani vengono lavate a mano in acqua fredda in grandi bidoni di plastica - raccontano i volontari - C’è una gabbia adibita a magazzino dove teniamo i medicinali e il necessario al pronto soccorso. Le ciotole vengono lavate ogni giorno con detersivi dopo il pasto ma senza lavatoi o attrezzature idonee». I cani sono tutti in ottima salute, vengono periodicamente control! lati e «quando escono stanno tutti e 21 insieme e giocano selvaggiamente fra loro, rientrando volontariamente nelle gabbie ». Sono continuamente osservati e seguiti dalla veterinaria Laura Gullotta ma per via delle difficili condizioni di lavoro si sono ritirati quasi tutti i volontari. E’ stata assunta dalla onlus una ragazza rumena che ogni giorno li accudisce con dedizione. Ma del Comune, neanche l’ombra. Basse le adozioni, «la gente del posto non adora i cani.... ». Lipari come il resto del Sud. Incapace di risolvere il problema di 21 cani. Figuriamoci il resto. Eppure basterebbe poco: un box coibentato di ultima generazione costa all’incirca 1.000 euro e può ospitare sino a tre cani. Dieci box si acquisterebbero con 10mila euro. Ma è più comodo rimuovere il problema, spostandoli a Reggio Calabria, a Taurianova. I gestori non aspettano altro, vivono dell’incapacità altrui di amministrare. Lipari come un bel pezzo incivile di Paese.


Si chiede a canili, sind! aci, rifugi e istituzioni di trovare 21 posti in totale per accogliere questi poveri cani.
Portare via gli animali da Lipari avrà certamente un costo ma potremmo quotarci un pò tutti ed organizzare il trasporto (d’altra parte la municipalità si deve impegnare in qualche modo per trasferirli a Taurianova, quindi può spendere per inviarli altrove).










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