Milano - Per la procura i reati in danno agli animali sono gravi

21/gen/2009 21.00.40 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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Secondo il Procuratore Capo di Milano, dott. Manlio Minale coloro che si macchiano di reati contro gli animali, maltrattandoli o uccidendoli ed integrando così una delle quattro ipotesi delittuose previste dalla legge 189 del 2004, sono da considerare criminali al pari di tutti coloro che commettono altri reati di competenza del giudice monocratico, che ricordiamo vanta la competenza per materia dei reati fino a 10 anni di reclusione che denotano un alto tasso di pericolosità sociale, come quelli inerenti produzione e traffico di sostanze stupefacenti, delitti contro l’incolumità pubblica, la rimozione dolosa delle cautele contro gli infortuni sul lavoro e l’adulterazione e contraffazione di cose in danno della salute pubblica.
Il Procuratore Capo ha inviato a tutti i suoi sostituti una circolare informandoli che le fattispecie penali del maltrattamento animale dovranno essere prese in seria considerazione al pari di altre violazioni del codice penale.

Questa n! otizia potrebbe apparire superflua, se si pensa che essendo tutti reati procedibili d’ufficio, il pm ha in linea generale un obbligo di esercizio dell’azione penale per tutti i reati su indicati, e dunque anche per quelli contro gli animali. In sostanza a fronte di un reato contro gli animali, così come per il reato di furto il pm, se ne ravvisa gli elementi ha l’obbligo di esercitare l’azione penale per perseguire i responsabili.

Tuttavia la comunicazione del Procuratore Capo di Milano appare assai significativa alla luce delle questioni inerenti la formazione dei ruoli d’udienza. Infatti l’art 227 del d.lgs 19 febbraio 1998 n 51 ha stabilito che i dirigenti degli uffici giudiziari possono formare i ruoli d’udienza tenendo conto della ‘gravità e della concreta offensività del reato, del pregiudizio che può derivare dal ritardo nella formazione della prova per l’accertamento dei fatti, nonché dall’interesse della persona offesa’.

Di fatto dunque la postici! pazione di molti processi, perché ritenuti meno gravi comporta un effe tto simile all’amnistia perché conduce alla prescrizione degli stessi. Non ultimo il decreto sicurezza approvato dall’attuale Governo (n 92 del 2008) ha assegnato precedenza assoluta ai procedimenti relativi ai delitti di ‘maggiore gravità’ imponendo ai dirigenti degli uffici giudicanti di razionalizzare in tal senso i ruoli d’udienza.

Ecco allora che le parole del Procuratore Capo di Milano assumono un valore forte in quanto egli ha stabilito nella circolare diramata agli uffici giudiziari della Procura che “i reati contro gli animali devono trovare idonea collocazione nell’ambito del VI dipartimento” per cui da oggi, ogni denuncia verrà girata al Dipartimento sorretto dal Vice di Milano, Nicola Cerrato, che attualmente coordina una squadra specializzata in malasanità, violazioni legate ad alimenti e prodotti farmaceutici, infortuni sul lavoro e lavoro nero, mentre fino agli ultimi mesi le denunce legate ai maltrattamenti venivano girate al “Servizio definizione Af! fari Semplici”, un settore nato per scremare il lavoro dei magistrati dai reati cosiddetti “minori”.

In definitiva, i reati contro gli animali destano allarme sociale quanto gli altri reati di competenza della sezione indicata.
Una posizione significativa volta a garantire l’effettività della tutela giuridica degli animali, che speriamo altre Procure vorranno seguire, sull’esempio illuminante di quella di Milano, e che soprattutto andrà contrapposta a tutti gli operatori del settore, purtroppo ancora tanti, che addirittura arrivano a negare la concreta applicabilità della normativa, perché ritenuta di ‘scarsa importanza’.

Carla Campanaro - Ufficio Legale LAV





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