Occhiobello - Sopralluogo della LAV di Rovigo ai Pointer di Guberti in ricovero presso una pensione

04/feb/2009 20.09.37 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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La Lav Onlus e la Lega Nazionale per la difesa del cane di Rovigo hanno effettuato un sopralluogo presso la pensione di Occhiobello dove sono ricoverati gran parte dei pointer (circa 180) sequestrati dall’allevamento-lager di Ravenna. La vicenda è tristemente nota: a fine dicembre 2008 il Nirda (nucleo investigativo reati in danno agli animali) e il Corpo Forestale dello Stato hanno effettuato il sequestro dell’allevamento “del Vento”, già in precedenza oggetto di critiche da parte delle associazioni animaliste locali per i metodi di detenzione di centinaia di cani.
Lo stesso sottosegretario al Welfare, Francesca Martini, interessatasi personalmente dell’accaduto, lo ha definito «un allevamento tenuto in un insopportabile stato di degrado»; forte il suo impegno e la sua determinazione in difesa dei centinaia di cani ridotti in gravissime condizione. Le foto riprodotte in vari siti presentano decine di esemplari ridotti a scheletri, con patologie evidenti e trascura! te, sporcizia dappertutto, recinti pieni di escrementi, fango e senza alcun riparo. Un girone dantesco. E tutto questo in nome della “selezione della razza”.
I pointer, a distanza di qualche settimana, sono rinati. Con sorpresa e sollievo, i volontari hanno visto animali pasciuti, quindi ben nutriti, curati, reattivi, e non più povere bestie denutrite che vagavano incerte dentro i recinti, timorose ed impaurite dalla presenza umana, come avevano riscontrato ad un paio di giorni dal sequestro.
E tutto questo grazie all’opera e all’amore dei volontari che giornalmente si prodigano per il benessere reale dei cani, garantendo condizioni dignitose, nonostante le misure, talvolta necessariamente limitate, dei recinti. Ma bisogna sottolineare - sostengono in un comunicato congiunto le due associazioni - il momento di emergenza venutosi a creare è stato risolto per la buona volontà di chi si accolla oneri notevoli, dato che le istituzioni non si sono proposte pe! r alcun aiuto.
«Ma se tale rigore, come quello espresso dal servizio veterinario competente, reclamando grandezze dei recinti più conformi alla vigente legislazione, fosse stato a suo tempo applicato alle condizioni di detenzione dell’allevamento, si sarebbero evitate sofferenze a decine di cani, crudeltà gratuita e maltrattamenti».





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