Albenga - Il rifugio canino di Leca denuncia lo stato di abbandono

12/feb/2009 17.33.28 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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Da sei anni aspettiamo l’autorizzazione a spostarci nel canile di Enesi e ci hanno vietato di accogliere altri cani ma ci sono situazioni che non possiamo più tralasciare.
Il rifugio canino di Leca entra in clandestinità per protestare contro i ritardi pubblici e prepara un fascicolo da inviare alla magistratura per denunciare la situazione di abbandono. “Da sei anni aspettiamo l’autorizzazione a spostarci nel canile di Enesi. Il Comune non ci dà il permesso al trasferimento, ma allo stesso tempo ci vieta di accogliere nuovi cani. Purtroppo ci sono situazioni di abbandoni e maltrattamenti che non possiamo più tralasciare, quindi abbiamo ripreso ad accogliere gli animali con le difficoltà maggiori, andando contro questa assurda imposizione. Spediremo tutta la documentazione alla Procura della Repubblica, perché ci sono state gravissime omissioni e qualcuno dovrà risponderne”, spara a zero Carmen Murgolo, fiduciaria albenganese dell’ente protezione animali.
“Ci è stat! o imposto di interrompere l’accoglienza dei randagi, perché la struttura era fatiscente. Noi siamo stati ai patti e abbiamo rimesso a posto il rifugio, in attesa di una sistemazione migliore. Adesso, però, ci siamo stufati di questa situazione. Le regole vanno rispettate, ma quando gli amministratori si trincerano dietro a queste regole per non fare niente, allora gli accordi smettono di essere validi. L’amministrazione albenganese non ha mai versato un euro per il rifugio. Abbiamo chiesto più volte a sindaco e assessori di individuare una sede adeguata, ma nessuno si è mosso. E noi ci troviamo a dovere elemosinare lavori di manutenzione a fabbri, idraulici e artigiani. Spesso sono gli stessi volontari a mettersi all’opera”, racconta la rappresentante dell’Enpa.
“Siamo mortificati a livello umano dal vedere i cani in difficoltà senza potere intervenire per aiutarli e quindi abbiamo deciso di riprendere la nostra normale attività. Inoltre siamo ancora in attesa che il C! omune ci assegni un ufficio per la tutela degli animali, dopo le prome sse degli anni scorsi, che però non hanno ancora portato a nulla di concreto”, ricorda Murgolo.






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