La soluzione del caso Castelvolturno

Grazie a una felice collaborazione tra volontari (che conviene citare tutti: il rifugio di Pomigliano d\'Arco della Leda e alcuni benefattori legati all\'associazione, preesistenti e reclutati ex novo dai Cani Sciolti, la pensione per piccoli animali di Marco Sanna di Arco Felice-Pozzuoli, la Fondazione Animal Without Limits nella persona del presidente Mia Mattsson Mercer e della loro squadra di veterinari e volontari) e grazie anche - va detto - alla buona disponibilità delle istituzioni: Procura di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), Asl Caserta 2 e Nas di Napoli-Caserta, ieri è !

14/feb/2009 20.21.02 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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Siamo i Cani Sciolti di Napoli,
una task force che si occupa di sollecitare e aiutare tanto i volontari quanto le istituzioni qualora esista la volontà di risolvere i problemi del randagismo e del maltrattamento agli animali. Volevamo che deste notizia via Internet attraverso i vostri canali informativi del buon esito (una volta tanto) della nostra operazione nel canile di Castelvolturno.
Grazie a una felice collaborazione tra volontari (che conviene citare tutti: il rifugio di Pomigliano d\`Arco della Leda e alcuni benefattori legati all\`associazione, preesistenti e reclutati ex novo dai Cani Sciolti, la pensione per piccoli animali di Marco Sanna di Arco Felice-Pozzuoli, la Fondazione Animal Without Limits nella persona del presidente Mia Mattsson Mercer e della loro squadra di veterinari e volontari) e grazie anche - va detto - alla buona disponibilità delle istituzioni: Procura di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), Asl Caserta 2 e Nas di Napoli-Caserta, ieri è ! stato definitivamente SVUOTATO il canile privato sequestrato dall\`autorità giudiziaria su segnalazione dei Nas nel mese di luglio, che ha sede a Castelvolturno e che ospitava (si fa per dire) 105 randagi provenienti dalla zona e da altre parti della Campania. I cani, tutti con adozione definitiva o a distanza, sono stati ripartiti tra il rifugio della Leda (nominata consulente dalla Procura) e quello di Sanna. Ingenti spese sono state sostenute dai volontari, per evitare che i cani venissero smistati su provvedimento del Comune in canili convenzionati, perché avevamo appreso che il Comune di Castelvolturno è debitore di ingenti cifre a canili dove finiscono i randagi del suo territorio. I tempi dell\`operazione sono stati di due mesi: la task force è intervenuta in ottobre, nei tre mesi precedenti erano stati smistati oltre cinquanta cani sempre a cura della Leda.
Ora i nostri sforzi sono concentrati allo smantellamento definitivo delle strutture che ospitavano i cani ! nei confini di un terreno agricolo sul quale sorgono alcuni ruderi, a ridosso di due allevamenti di bufale. E questo perché secondo indiscrezioni prima che i cani trovassero alloggio in quel terreno, parte delle medesime strutture veniva utilizzata per altri cani destinati a combattimenti clandestini. I nostri problemi non finiscono qui, naturalmente. I cani venivano tenuti chiusi (la proprietaria temeva che potessero scappare e non li faceva mai uscire dalle gabbie), quindi ora sarebbe necessaria un\`azione di riabilitazione per tutti, prima di tentare adozioni definitive. Noi non disponiamo di ulteriori fondi per questo. Ma siamo fermamente convinti che tutti i cani non debbano stare a lungo dietro le sbarre, sia pure del più confortevole dei rifugi.
Siamo a disposizione di altri volontari o di eventuali istituzioni che volessero aiuto per risolvere con successo (e in tempi relativamente brevi) e con il minore stress possibile per i cani, altre situazioni del genere.
I Cani Sciolti
marialuisamargiotta@unina2.it
s.cervasio@rep! ubblica.it






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