Cicerale su Striscia la Notizia stasera 4 marzo 2009

Così si sono difese le 94 amministrazioni che si avvalgono dei loro servigi, così si è difesa la Asl Salerno 3, dimenticando che gli uni sono responsabili del benessere animale e l'altra del controllo che questo avvenisse: per legge.

04/mar/2009 14.27.23 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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Stasera su Striscia la Notizia andrà in onda la manifestazione tenuta il 28 febbraio a Cicerale.

- La situazione:
Sabato 28 febbraio 2009, presso la sala Comunale, chiamate a raccolta decine di associazioni protezionistiche nazionali e locali e il Ministero della Salute, hanno potuto vedere – in molti casi rivedere – l’assurdità del canile i cui molti nomi non riescono a coprire l’unico con il quale da anni viene identificato: il lager di Cicerale.

La definizione forse è abusata ma è l’unica che possa identificare una struttura posta in cima a una montagna, nella quale la maggior parte dei cani conducono una vita d’inferno in recinti in discesa dove le loro vite scivolano a valle insieme ai loro escrementi. Vite che terminano – presto a giudicare dalla giovane età dei cani – nell’inceneritore privato, la cui funerea presenza vale più di ogni parola che potrà essere spesa.
L’incontro, tumultuoso per la contrapposizione dello sdegno civile dei parteci! panti e la provocazione di chi su questo inceneritore ha costruito una piccola fortuna “imprenditoriale”, ha comunque segnato un punto di svolta. Le collusioni, le piccole e grandi omertà, il disinteresse che hanno portato a questa situazione non più tollerabile in un paese civile, da sabato non avranno alibi.

Le parole, peraltro, non riescono a rendere la profonda angoscia, il dolore e la vergogna provati di fronte a quegli animali, abbandonati, catturati con violenza e abbandonati di nuovo in attesa del forno crematorio. Quattro persone hanno “accudito” per anni oltre 2000 cani, stabili nel numero ma non nell’identità.

Si tratta di una vicenda nella quale la crudeltà e la mancanza di sentimenti nei confronti di creature vive, pensanti e comunque titolari di diritti, rappresentano il triste “effetto collaterale” di un fiume di danaro che in questi anni è finito nell’inceneritore insieme ai cani.

Un costoso orrore giustificato dal fatto che i Cafa! sso – gli ormai noti titolari della struttura – risolvevano il proble ma.
Così si sono difese le 94 amministrazioni che si avvalgono dei loro servigi, così si è difesa la Asl Salerno 3, dimenticando che gli uni sono responsabili del benessere animale e l’altra del controllo che questo avvenisse: per legge.
Quella legge che, insieme alla pietà è stata e resta la grande assente di questa vicenda, quella legge che indica un percorso opposto a quello fin qui seguito, più faticoso all’inizio ma risolutivo nel medio e lungo termine. Perché una cosa è certa: i responsabili di un sistema che prevede 50 euro ad ogni cane catturato e 70 euro per ogni incenerimento, oltre a un diaria per il mantenimento, non ha nessun interesse a risolvere il “problema”, ma ha l’interesse opposto.
Più cani vaganti e randagi per il territorio significano più catture e più incenerimenti in progressione inarrestabile. Più denaro viene speso per cattura, (breve) custodia ed incenerimento meno ne resta per sterilizzazioni, microchippatura, controlli ed educazione ! cinofila, la vera risoluzione del “problema”. Il tutto aggravato dal fatto che questo fiume di denaro finisce in un\`unica direzione e prende la via, impervia per le persone, infernale per i cani ma agevole per i soldi del Monte Cicerale, una terra bella e selvaggia che meriterebbe ben altra pubblicità.

Ma forse qualcosa si sta muovendo, forse una flebile speranza è stata mossa dal grande cuore di Giuseppe Gatti, Vice Presidente della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, che oltre a salvare il maggior numero di cani possibile ha ideato la catena umana dove tante persone hanno idealmente abbracciato i cani prigionieri, per un giorno i veri protagonisti che mai avevano visto una tale movimento all’esterno e all’interno.
Tutte persone, singole e in rappresentanza delle associazioni, che si sono riunite per dar voce ai cani di Cicerale e per loro parlare ai Sindaci, ai responsabili dell’ASL Sa 3, al Procuratore della Repubblica di Vallo della Lucania, affinché ne! lle proprie competenze possano contribuire a risolvere il vero problem a: il canile di Cicerale.


- Cos\`è successo:
Giovanni Cafasso era presente in aula. E quando ha cercato di prendere la parola, gli animalisti hanno imposto a carabinieri e vigili urbani di portarlo fuori.
Cafasso ha insistito e l\`assemblea si è infuocata. Ha mostrato anche l\`invito fattogli pervenire dal sindaco ma le associazioni non si sono fatte convincere.
E al grido di «vergogna » l\`uomo è stato scortato fino a fuori.

Un collaboratore uscito dal canile, dicendo alla folla che non centrava nulla con Cafasso, ha preso a sberle un manifestante quando quest\`ultimo gli ha detto \"Ma mi senti?\". Il collaboratore è stato allontanato dalla struttura scortato dalla Polizia.

Ma, la protesta non si è fermata. È proseguita fino al canile, sequestrato due mesi fa dai Nas di Salerno e affidato al servizio veterinario dell`Asl Sa3 e delle associazioni animaliste.

Centodieci persone si sono prese per mano e hanno circondato simb! olicamente la struttura.
Sono stati adottati quattro cani di grossa taglia per «contribuire a svuotare il lager».

Alla fine chi doveva esporre le questione non era presente in sala!








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