Fermo - Polpette fanno strage di cani e gatti. Caccia al serial killer degli animali

Un bilancio inquietante che, dopo le denunce di alcuni proprietari degli animali morti, ha spinto i carabinieri ad aprire un'indagine che si muove su una pista a dir poco allarmante.

06/mar/2009 11.50.02 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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Avvelenate cinquanta bestiole. Un bilancio inquietante che, dopo le denunce di alcuni proprietari degli animali morti, ha spinto i carabinieri ad aprire un’indagine che si muove su una pista a dir poco allarmante.
Circa una ventina di cani e più di 50 gatti avvelenati tra Pedaso, Monte Giberto e Fermo. Un bilancio inquietante che, dopo le denunce di alcuni proprietari degli animali morti, ha spinto i carabinieri ad aprire un’indagine che si muove su una pista a dir poco allarmante. Ci sarebbe infatti un serial killer di cani e gatti che si muove sul territorio e che colpisce sempre con la stessa tecnica. Il fulcro principale delle uccisioni sembra essere Pedaso, dove c’è stato il maggior numero di animali morti.



Gli investigatori stanno cercando di capire come e perché questa persona abbia preso di mira cani e gatti. Ieri intanto il veterinario incaricato, Roberto Tomassetti, ha effettuato l’autopsia sul corpo di uno dei cani trovati avvelenati ed ha ! individuato le sostanze usate per uccidere.




\"Nello stomaco dell’animale – spiega Tomassetti – ho rinvenuto coratelle di agnello contenenti un mix di veleni. Il materiale estratto dal cane è stata inviato all’istituto Zooprofiolattico di Fermo che ha analizzato ed individuato le sostanze utilizzate. Principalmente sono due i prodotti: un antiparassitario contro i pidocchi delle piante e un antilumaca. Una mistura estremamente letale che rende quasi impossibile salvare le vittime dell’avvelenamento\".



Gli elementi emersi dall’autopsia potrebbero essere molto importanti per le indagini e per individuare il serial killer, anche se il veterinario parla di sostanze accessibili a tutti. \"I prodotti usati – aggiunge Tomassetti – possono essere acquistati da chiunque in qualsiasi negozio per forniture per l’agricoltura. Certo, chi ha preparato i bocconi avvelenati conosce bene gli effetti di queste sostanze sugli animali e sa anche com! e miscelarli. Il numero elevato delle morti esclude categoricamente la casualità – conclude Tomassetti – qui ci troviamo di fronte a qualcuno che odia profondamente questi animali\".



Un’ipotesi che in parte restringe il ventaglio dei possibili autori della strage. Il serial killer, intanto, deve aver acquistato il veleno in uno dei negozi specializzati e poi deve anche essere un esperto o avere avuto una consulenza adeguata. Particolari, questi, che potrebbero essere di fondamentale importanza per le indagini dei carabinieri.






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