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12/mar/2009 20.36.12 Ufficio Stampa L.I.D.A. Sicilia Contatta l'autore

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[COMUNICATO STAMPA]
 
La Lega Italiana per i Diritti dell'Animale esprime grande rammarico e disappunto per il continuo ed inarrestabile fenomeno dell'abbandono di cuccioli in numerosissime zone della nostra città. Solo nell'ultimo mese sono stati 26 i cuccioli trovati dentro scatoloni o sacchetti di plastica sul ciglio di strade ad alta densità di traffico o salvati da cassonetti dell'immondizia dalla sensibilità di alcuni operatori ecologici o da cittadini che li sentivano guaire in modo straziante. Un ringraziamento speciale va a quei nisseni che con grandi difficoltà ci hanno offerto la loro disponibilità ed il loro aiuto per accudirli, nell'attesa delle ormai frequentissime Giornate del cucciolo (Sabato 14 marzo C.so V.Emanuele, Domenica 15 P.zza della Repubblica) che purtroppo riusciranno a trovare una famiglia solo per il 20-30% di loro. La L.I.D.A. si occupa al momento dell'assistenza di circa 35 cuccioli, un terzo dei quali non ancora svezzati e quindi bisognosi di essere allattati artificialmente ogni 3 ore. Numerosissime le telefonate che giungono ai nostri numeri da parte di persone che sperano che la nostra Associazione possa accogliere le proprie segnalazioni e fornire una soluzione.
L'unica soluzione per affrontare questo enorme problema-sottolineano dal Direttivo-è la stessa che proponiamo ormai da più di un anno ma senza quei risultati auspicati: la sterilizzazione. Quando si decide di far avere una cucciolata al proprio animale-continua Salvatore Colonna responsabile della locale Sezione- bisognerebbe pensarci un bel po'. E anche ammettendo che si riesca a dare una valida sistemazione a tutti i cuccioli, si continua ad alimentare il circolo della sovrappopolazione, senza tener conto del gran numero di animali abbandonati nei vari rifugi che aspettano di essere adottati. Inoltre i canili sono sovraffollati e non sono più in grado di accogliere cucciolate in attesa di sistemazione. A coloro che credono ancora che sterilizzare il proprio animale sia un atto "contro natura" noi rispondiamo fermamente che "contro natura" è anche imprigionare (in molti casi senza riuscirci) le femmine o impedire ai maschi di raggiungerle durante i calori. La vita degli animali da compagnia è già "snaturata" essendo essi dipendenti da noi in mille modi diversi e la sterilizzazione non costituisce certamente lo "snaturamento" maggiore.
Il numero di cani e gatti è molto maggiore rispetto alle famiglie disposte ad ospitarli. Gli animali non voluti sono considerati come un fastidio, una seccatura. Molta gente abbandona gli animali pensando che qualcuno li raccoglierà oppure che possano sopravvivere procacciandosi il cibo da soli. In realtà quasi sempre li attende un trattamento crudele, morte per fame, malattia, freddo, incidente stradale oppure possono essere vittime di persone senza scrupoli che li useranno per allenare cani da combattimento. Oltre a questo, gli animali liberi continueranno a riprodursi, aumentando il fenomeno del randagismo.
A nulla sono valsi i grandissimi sforzi compiuti negli ultimi anni sul fronte randagismo, che hanno visto impegnati Comune di Caltanissetta, servizio veterinario dell'ASS n.2 e Associazioni animaliste per il controllo delle nascite della popolazione randagia e nell'opera di sensibilizzazione della cittadinanza sull'importanza della sterilizzazione dei propri animali domestici. Adesso è assolutamente necessaria una fase di repressione da parte delle autorità competenti. La legge prevede infatti sanzioni economiche pesanti e, nei casi di maltrattamenti più gravi, addirittura il carcere anche per chi abbandona il proprio cane o gatto. Il vero nodo da risolvere è invece l'applicazione di quest'ultime. Per raggiungere quest'obbiettivo sarebbe auspicabile creare un coordinamento interforze fra Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza, Guardia forestale e Polizie municipali e provinciali, proprio come accade in molti altri Comuni d'Italia, senza che questo tipo di servizio venga considerato dagli operatori inutile,  di second'ordine o addirittura mortificante.
 
Ecco cosa prevedono le  norme attualmente in vigore:
Maltrattamento e doping: reclusione da 3 mesi a un anno o multa da 3mila a 15mila euro per chi procura una lesione a un animale, un danno alla salute, o sevizie o comportamenti, fatiche, lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche. Aumento della metà se l'animale muore.

Abbandono di animali:
arresto fino ad un anno o ammenda da 1.000 a 10mila euro.

Detenzione incompatibile con natura degli animali e produttiva di grandi sofferenze: arresto fino ad un anno o ammenda da 1.000 a 10mila euro.

Spettacoli o manifestazioni: con sevizie o strazio, reclusione da 4 mesi a 2 anni e multa da 3mila a 15mila euro. Aumento di un terzo se vi sono scommesse o se ne deriva la morte dell'animale impiegato.

Uccisione per crudeltà: reclusione da 3 a 18 mesi. Si supera la distinzione fra uccisione di animale altrui, considerato "patrimonio", ed uccisione di animale proprio senza maltrattamento (finora non sanzionata, esempio, in eutanasia da un veterinario) o di animale "di nessuno" (previsione finora limitata a cani e gatti ma senza specifica sanzione).

Combattimenti fra animali e competizioni non autorizzate: reclusione da 1 a 3 anni e multa da 5mila a 160mila euro per chi promuove, organizza o li dirige. Aumento di un terzo se presenti minorenni o persone armate o con promozione attraverso video.

Allevamento, addestramento, fornitura di animali per combattimenti: reclusione da 3 mesi a 2 anni e multa da 5mila a 30mila euro.

Produzione, commercializzazione e importazione pelli di cani o gatti: arresto da 3 mesi ad 1 anno o ammenda da 5mila a 100mila euro, confisca e distruzione del materiale.

Sperimentazione senza anestesia se non autorizzata: reclusione da 3 mesi ad 1 anno o multa da 3000 a 15mila euro.
 
Cordialmente
 

L.I.D.A. Lega Italiana per i Diritti dell’Animale – Onlus  (Nucleo Provinciale Caltanissetta)

Iscritta al numero 76  della sezione “B” dell’Albo delle Associazioni per la protezione degli animali di cui all’art. 19 della L .R. n. 15/2000

Iscritta al numero 1073  della sezione “D” del Registro regionale delle organizzazioni di volontariato di cui all’art. 6 della L .R. n. 22/1994

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