Comunicato ANTA Onlus- Ragusa: la caccia al randagio è aperta!

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17/mar/2009 22.32.04 A.N.T.A. onlus Contatta l'autore

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Ragusa: la caccia al randagio è aperta!

 

 

Inutile dire che era tutto previsto, tanto è fiato sprecato, siamo giunti là dove già si sapeva che si sarebbe giunti. Ogni tanto qualche morso qua e là non fa notizia, ma quando in pochi giorni un bambino muore e una donna è in fin di vita e per giunta nello stesso Comune, allora scoppia il finimondo e si scopre che il randagismo non è solo un fenomeno temporaneo, ma un vero e proprio problema sociale. Come risolverlo? Con i fucili e le pistole! Ammazziamoli tutti, togliamoci il problema di torno e mettiamoci una pietra sopra! A Modica, Scicli è questo che stà accadendo, giustizia sommaria! Queste le ultime notizie che giungono da quei luoghi, volontari disperati che piangono al telefono chiedendoci aiuto, le loro parole: -“C’è li stanno ammazzando tutti!”, riecheggiano ancora nelle mie orecchie e anche il loro respiro affannato nella corsa disperata per cercare di salvare i cani impauriti, indifesi che si nascondono per non prendersi una pallottola, manco fossimo a Beirut durante un rastrellamento.

Siamo in Sicilia, siamo in Italia, la Patria dei diritti, la Patria del rispetto a tutti e per tutti, dove la Legge è uguale per tutti.

Siamo umani e da umani crediamo che morire per aggressione da parte di chiunque sia un omicidio, perciò lo strazio della morte di un bambino ci distrugge dentro e il nostro pensiero và a quei genitori che fino a ieri avevano un figlio  e oggi si ritrovano a piangere sulla sua tomba. Chi commette un omicidio secondo la legge và punito, ma in questo caso come si fa a punire chi lo ha commesso sé chi lo ha commesso è inconsapevole di ciò che fa? Un branco di cani, per giunta affamati, se lasciati liberi, fuori da un contesto di socializzazione con l’uomo ritorna allo stato atavico del lupo: caccio per mangiare, attacco per difendere il territorio.

Questo è il risultato di anni di inezia, di evitamento nell’affrontare un problema grave quale quello del randagismo. La legge c’è dal 1991, obbliga i comuni e quindi i Sindaci alla regolamentazione delle nascite, ad approntare sistematicamente programmi di sterilizzazione. Niente di tutto questo è mai stato messo in atto specialmente nel Centro Sud Italia e non solo in Sicilia, si è solo pensato a demandare ad altri le responsabilità, ad incamerare soldi stanziati dallo Stato per programmi di sterilizzazioni, mai attuati. Oggi ci si accorge dopo che un bambino muore e una donna è in fin di vita all’ospedale che forse si doveva fare qualcosa. Ipocrisia, pura ipocrisia, abbiamo lasciato le porte aperte e i buoi sono scappati, tardi ormai recriminare! L’uomo è colpevole di una tragedia simile, non gli animali che come tali si comportano.

Abbiamo permesso in 18 anni che la popolazione dei randagi si moltiplicasse a dismisura, abbiamo permesso che si creassero canili contenitore senza il ben che minimo controllo, correre a ripari adesso è impresa impossibile.

Il sindaco di Scicli la soluzione l’ha trovata: -“ Abbattiamoli tutti sono colpevoli di omicidio”- il problema si risolve e la coscienza trova pace, ma poi sono i cani i veri assassini?

 

firma vicepresidente

 

 

 

 

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Cristina Bruschi

Vicepresidente Nazionale ANTA Onlus

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