Verona - Cani randagi, allarme a met

18/mar/2009 10.29.19 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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Gli abbandoni sono in netto aumento, ma l\`Ulss fa buona guardia: nei casi di aggressione, come a Poiano, gli esemplari hanno sempre un proprietario
I veterinari: «Non è emergenza ma siamo sotto pressione» Animali segnalati e catturati prima che si formi il branco.
Otto persone morte in un anno a causa dell\`aggressione di cani e l\`ultima tragedia a Modica nel Ragusano, con un bambino di 10 anni sbranato da un branco di randagi, creano apprensione e allarme. Anche paura, per il martellante messaggio sulla responsabilità civile e penale nei confronti dei proprietari degli animali. La prima risposta all\`allarme sociale è purtroppo l\`aumento del fenomeno dell\`abbandono dei cani.
Lasciati a se stessi, privi del capobranco di riferimento che hanno quando sono in famiglia, diventano gregari di un vero branco, dove tornano prepotenti i cromosomi del lupo: ecco allora le aggressioni alle greggi registrate negli anni scorsi sul Baldo, nel Vajo di Squaranto, a Giazza, ! o quelle più recenti ai caprioli sul Baldo o a quattro pecore a Poiano, la settimana scorsa: in quest\`ultimo caso però l\`assalto era partito da due Rottweiler usciti dal recinto di una villa, ma il rischio è stato altissimo perché l\`ovile era spesso frequentato da bambini abituati a portare da mangiare a pecore e agnelli.
Al Servizio veterinario multizonale di Verona nella sola giornata di lunedì hanno registrato l\`ingresso nel canile sanitario di via Campo Marzo a Verona, di 8 cani randagi: «quando normalmente la media giornaliera non supera i tre esemplari», denuncia il dottor Francesco Ferrarini, direttore del Servizio, che aggiunge: «Non è ancora emergenza, ma siamo indubbiamente sotto pressione».
I numeri parlano chiaro: nel corso del 2008 sono stati catturati, perché segnalati come abbandonati, ben 874 cani nella nostra provincia, un centinaio di più rispetto all\`anno precedente (766), mentre erano stati 819 nel 2006. Per zone di competenza risultano esse! rci state 494 catture sul territorio dell\`Ulss 20 (Verona, Lessinia e d Est Veronese), 129 in quello della 21 (Bassa) e 251 nell\`Ulss 22 (Villafranchese, Lago e Baldo).
Fortunatamente non tutti i cani segnalati e catturati come randagi sono poi risultati effettivamente abbandonati: il 46,6 per cento sono stati restituiti ai proprietari perché identificati grazie al microchip e sono risultati cani sfuggiti al controllo o giovani cani da caccia persi durante l\`attività venatoria.
Ma degli 874 cani entrati l\`anno scorso nel canile sanitario di Verona, poco più della metà (51,7 per cento) sono stati dati in adozione mentre è rimasta in canile solo la parte residua (2,10 per cento), perché si trattava di elementi inadattabili o gravemente feriti.
Attualmente sono solo 97 i cani ospiti del canile sanitario, «ma l\`altra buona notizia», aggiunge il dottor Ferrarini, «è che nell\`ultimo anno si sono dimezzati i casi di morte: solo 21 cani rispetto agli oltre 40 del 2007. Nei 21 decessi vanno considerati anche gli 8 casi di eutanasia ado! ttata per tumori incurabili o sugli animali arrivati con gravissimi traumi».
Nel Veronese i cani che girano liberi sono ben controllati: «Le segnalazioni arrivano numerose, da ciclisti, escursionisti, automobilisti», ricorda Ferrarini, «ed è compito della polizia locale verificare di che cosa si tratti. Può essere un cane uscito da una proprietà, nel qual caso vengono richiamati i proprietari, mentre se non è possibile l\`identificazione vengono trasferiti al canile sanitario, con spese a carico del Comune dove l\`animale è trovato. Il sistema è ormai collaudato da anni e funziona bene», assicura, «e il riscontro si ha nelle denunce per morsicature: si tratta quasi esclusivamente di eventi capitati in famiglia o con cani custoditi e che con una corretta informazione potrebbero essere evitati».
Al canile sanitario si procede, quando è possibile, all\`identificazione e restituzione al proprietario. Gli animali privi di microchip, dopo il controllo sanitario vengono so! ttoposti a vaccinazioni e sterilizzazione e affidati alla cura di un v eterinario comportamentista che con l\`aiuto di volontari prepara l\`animale all\`adozione.
Paolo Guidi, comandante provinciale della Forestale conferma, dati alla mano, che la situazione è sotto controllo: «C\`erano stati episodi di randagismo in passato a Velo, per la maggior parte riconducibili a cani da guardia, in contrada, lasciati liberi come fossero in malga. Qualche segnalazione, controlli più severi e qualche sanzione hanno ridimensionato il fenomeno».
Vittorio Zambaldo






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