Comunicato stampa congiunto associazioni animaliste siciliane

Ma in Sicilia i Comuni e le ASL che attuano le sterilizzazioni si contano sulle dita delle mani; nessun comune attiva le polizie municipali per controllare se i cani di proprietà posseggano il previsto e obbligatorio microchip; non si disincentivano gli abbandoni né vengono adeguatamente perseguiti i reati di abbandono e maltrattamento di animali; non vi è nessuna cultura sul cane di quartiere o sulle colonie feline... Chi paga le conseguenze di tutto questo?

18/mar/2009 18.22.13 Ufficio Stampa L.I.D.A. Sicilia Contatta l'autore

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ASSOCIAZIONI ANIMALISTE E PROTEZIONISTE

Amici del Cane Onlus - Amici degli Animali - AmiciCani - Animalisti Italiani - Associazione Rapid Dogs Rescue - FRECCIA 45 – ANTA – LIDA Lega Italiana Diritti dell’Animale - Lega Nazionale Difesa del Cane – OIPA Organizzazione Internazionale Protezione Animali

 

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

 

AGGRESSIONI DA CANI E RANDAGISMO: LE ASSOCIAZIONI ANIMALISTE

UNITE CONTRO LE DECENNALI INADEMPIENZE DEI COMUNI SICILIANI

 

CANI KILLER O ISTITUZIONI LATITANTI DA ANNI?

 

10 associazioni animaliste e ambientaliste denunciano le inadempienze croniche e gravissime di Comuni e ASL in Sicilia e chiedono un atto che imponga d’urgenza la sterilizzazione obbligatoria di tutti i cani sul territorio

 

 

I casi di aggressione avvenuti in questi giorni a Scicli (RG) dovrebbero far riflettere tutte le amministrazioni comunali siciliane sull’urgenza, ormai inevitabile, di attuare le leggi contro il randagismo che vengono gravemente disattese. “Da anni assistiamo ad una politica irresponsabile di non-gestione del randagismo – denunciano i responsabili di 10 Associazioni animaliste e protezioniste: Amici del Cane Onlus - Amici degli Animali - AmiciCani - Animalisti Italiani - Associazione Rapid Dogs Rescue - FRECCIA 45 – ANTA – LIDA Lega Italiana Diritti dell’Animale - Lega Nazionale per la Difesa del Cane – OIPA Organizzazione Internazionale Protezione Animali - nonostante abbiamo continuamente avanzato proposte ed offerto collaborazione alle Amministrazioni comunali, troppo spesso sorde anche rispetto agli obblighi di legge in materia di randagismo”.

 

Non esistono “cani killer” ma Istituzioni latitanti: la stragrande maggioranza dei comuni siciliani è inadempiente rispetto agli obblighi previsti dalla legge regionale 15 del 2000 e dalle precedenti norme risalenti al 1991 (legge statale sul randagismo n. 281) o addirittura al 1954 (regolamento di polizia veterinaria sui cani aggressivi)! Quella del randagismo in Sicilia è diventata un’emergenza per scelta delle amministrazioni comunali che scelgono di ignorare le leggi e si sono rifiutate di avviare misure di prevenzione del randagismo dando attuazione alle normative vigenti che pongono in capo ai comuni la sterilizzazione e l’identificazione, tramite microchip, dei cani privi di proprietario.

 

I Comuni, così come prescrive la Legge n.15 del 2000 devono, anche in consorzio tra di loro, progettare e costruire Rifugi Sanitari e per il Ricovero di cani e gatti. Tramite queste strutture i servizi veterinari delle ASL devono attuare interventi di controllo demografico delle popolazioni randagie così come sollecitato da anni anche dal Ministero della Salute, che con diverse circolari rivolte proprio alle amministrazioni del sud Italia ha qualificato la sterilizzazione dei randagi come un’azione di sanità pubblica urgente ed inderogabile.

 

Le 10 Associazioni  animaliste sottolineano che “la sterilizzazione dei randagi è l’unico modo legale, razionale e produttivo per arginare la drammatica questione sempre più avvertita dai cittadini. Ma in Sicilia i Comuni e le ASL che attuano le sterilizzazioni si contano sulle dita delle mani; nessun comune attiva le polizie municipali per controllare se i cani di proprietà posseggano il previsto e obbligatorio microchip; non si disincentivano gli abbandoni né vengono adeguatamente perseguiti i reati di abbandono e maltrattamento di animali; non vi è nessuna cultura sul cane di quartiere o sulle colonie feline... Chi paga le conseguenze di tutto questo? Cittadini e randagi naturalmente!”

 

Questi i punti-chiave che, secondo le Associazioni di volontariato animalista, devono divenire le priorità degli enti locali e delle ASL siciliane in tema di lotta al randagismo:

a) campagne massicce di sterilizzazioni dei randagi; riconoscimento e assistenza sanitaria delle colonie feline e dei cani di quartiere e liberi sul territorio comunale, come previsto dalle norme vigenti;

b) lotta al fenomeno degli abbandoni e per il controllo demografico degli animali d’affezione;

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c) adozioni di cani e gatti ospiti dei canili/gattili privati e dei cuccioli randagi; chiusura dei canili-lager creati da speculatori che hanno trasformato il randagismo in un ricco business a spese dei fondi pubblici;

d) costruzione di rifugi sanitari e per il ricovero, pubblici, così come prevede la legislazione (es. creazione di strutture di parco-canile come alternativa al vecchio concetto di canile);

e) educazione al rispetto degli animali (programmi nelle scuole, nei quartieri) e al possesso responsabile di animali d’affezione (campagne e controlli per microchippare i cani, e diffusione della sterilizzazione).

e) pronto soccorso h24  con ambulanza attrezzata per animali incidentati o feriti;

f) educazione al rispetto degli animali (programmi nelle scuole, nei quartieri) e al possesso responsabile di animali d’affezione (campagne e controlli per microchippare i cani, e diffusione della sterilizzazione).

 

Di fronte agli avvenimenti tragici del ragusano sta emergendo la fobia e l’odio incondizionato contro i randagi, tanto che qualcuno paventa soluzioni sommarie e fai-da-te (polpette avvelenate, battute di “caccia al cane” ecc.): le Associazioni diffidano pubblicamente chiunque agisca in modo illegale avvelenando, cacciando o maltrattando gli animali, perché non è certo così che si risolve il problema.

Cittadini ed associazioni animaliste, invece, dovrebbero unirsi per fare emergere le responsabilità degli enti competenti che sono rimasti inattivi, veri responsabili di questa “emergenza”. Con l’odio e le “spedizioni punitive” non si sanano le inadempienze ma si colpisce ancora chi è di fatto la vera vittima: l’animale umano e non.

 

18 marzo 2009

 

 

Associazioni Siciliane:

 

L.I.D.A. Lega Italiana Diritti dell’Animale

Amici del Cane Onlus

Amici degli Animali

Lega Nazionale per la Difesa del Cane

Animalisti Italiani

OIPA Organizzazione Internazionale Protezione Animali

ANTA Associazione Nazionale Tutela Animali

 

Associazioni fuori regione:

 

FRECCIA 45 - Associazione per la protezione e difesa animale

Associazione Rapid Dogs Rescue

AmiciCani

 

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