Scicli - Stazionaria la turista tedesca. guerra ai cani randagi: 5 avvelenati

Il sindaco di Modica, Antonello Buscema, che si è ricordato proprio domenica che esiste nel suo comune il problema del randagismo, ha proclamato l\'emissione di un\'ordinanza con la quale ordina «l\'abbattimento da parte di tutte le forze dell\'ordine dei cani abbandonati di cui risulti la pericolosità, presenti nel territorio comunale».«È solo una soluzione di buon senso», ha poi commentato tronfiamente a chi gli chiedeva conto della cosa.

19/mar/2009 13.47.25 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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Prosegue la «guerra ai cani» in Sicilia. Mentre sono stazionarie le condizioni della turista tedesca di 24 anni, aggredita tra Marina di Modica e Sampieri, nei comuni di Scicli e Modica, in tutta la provincia di Ragusa le forze dell\`ordine sono mobilitate per catturare gli animali - meno di una decina, sembrerebbe, quelli ancora liberi - responsabili domenica scorsa della morte del piccolo Giuseppe Brafa, 10 anni, aggredito e ucciso in contrada Pisciotto. Il sindaco di Modica, Antonello Buscema, che si è ricordato proprio domenica che esiste nel suo comune il problema del randagismo, ha proclamato l\`emissione di un\`ordinanza con la quale ordina «l\`abbattimento da parte di tutte le forze dell\`ordine dei cani abbandonati di cui risulti la pericolosità, presenti nel territorio comunale».«È solo una soluzione di buon senso», ha poi commentato tronfiamente a chi gli chiedeva conto della cosa.

Il sottosegretario al Welfare Francesca Martini aveva chiesto di dare prio! rità alla cattura e alla sterilizzazione. Il primo cittadino, però, sembra volere andare dritto per la sua strada. Per dar forza alle sue idee e cercare di sviare sospetti sulla sua incapacità a gestire la situazione il sindaco Buscema ha anche goffamente annunciato che il comune di Modica si costituirà parte civile nell\`eventuale processo a presunti responsabili della morte del bambino. «Faremo di tutto affinché venga fatta giustizia», ha trionfalmente annunciato. Il sindaco di Modica è poi corso dal padre del bambino per fargli sapere subito della decisione presa.

La Sicilia e il randagismo
Intanto, in tutta l\`isola la «guerra» ha avuto le sue prime trionfali vittorie. Dopo indagini a tutto campo e un inseguimento serrato, sarebbe stato catturato, secondo i veterinari, il “capobranco” del gruppo di cani killer. Ma sono molti i volontari che aiutano le forze dell\`ordine. Sono stati avvelenati cinque cani tra Cinisi e Terrasini, nel palermitano. Anche nella ! maggiore isola delle Eolie, Lipari, si canta vittoria: sono 13 i cani randagi catturati a Lipari. E si denuncia che nelle zone alte di Lipari (Quattropani, Pianoconte, Monte Gallina, Lami), si registrano continuamente stragi di galline.

Addirittura, la «guerra» è stata ufficializzata dall\`Assemblea regionale siciliana, che si è accorta del problema. L\`assessore alla sanità Massimo Russo, ha scoperto anche lui il problema e ha chiesto agli esperti del suo assessorato di redigere una relazione sui fatti e che chiederà all\`Assemblea di integrare gli insufficienti fondi ministeriali al fine di creare nuovi canili.

Del resto, che la Sicilia avesse problemi col il randagismo lo si sapeva da tempo. Secondo le ultime stime regionali, che risalgono al 2008 e sono a disposizioni di tutti Assemblea e giunta regionale di destra compresa, sono circa 75mila i cani randagi nell\`isola. Eppure proprio alla fine dello scorso anno, lo stesso assessore regionale Russo aveva firmato tre provvedimenti sul tema della prevenzione del randagismo,! utilizzando appositi fondi trasferiti dal ministero della Salute nell\`ambito dei finanziamenti previsti dalla legge 281/91. Con il primo sono stati finanziati tre progetti per l\`ampliamento e la costruzione di nuovi rifugi, impegnando 415mila euro; il secondo ha riguardato il controllo della nascite attraverso la sterilizzazione dei cani randagi, con l\`assegnazione di 350 mila euro in favore di 14 comuni siciliani che avevano presentato i relativi progetti; con il terzo si è provveduto al pagamento di quasi 200mila euro in favore di alcune associazioni per la protezione degli animali per il mantenimento degli animali da loro custoditi.

Eppure di tutti questi soldi i comuni di Modica e Scicli, non hanno visto un euro. Almeno questo è quello che dicono i due sindaci. Perché anche il sindaco della seconda cittadina è sotto i riflettori per le sue dichiarazioni. Giovanni Venticinque (nella foto), che guida una giunta di destra, ha cercato di replicare alle accuse c! he il sottosegretario Martini gli ha rivolto, farfugliando delle rispo ste sull\`aggressione dei cani alla turista tedesca: «Questo non è un caso di randagismo», ha cercato di giustificarsi il primo cittadino di Scicli, «ma un caso di incuria perché i cani avevano un proprietario che era responsabile». La Martini ha risposto: «Quando i cani sono affidati a un soggetto e poi non sono più gestiti da questo, escono da quella situazione di protezione e ridiventano cani vaganti, quindi randagi». Ma è in merito ai finanziamenti previsti agli enti locali per il arginare il fenomeno del randagismo che crolla ogni tesi difensiva. «Ma quali fondi? Non abbiamo visto nessun fondo», si è giustificato Venticinque. «La Regione Sicilia è stata destinataria in questi ultimi anni di tre milioni di euro proprio finalizzati all\`applicazione della legge 281 del \`91 in materia di lotta al randagismo», ha risposto Martini. «Nel mio paese», si è difeso il sindaco di Scicli, «non è arrivato il becco di un centesimo: tanti finanziamenti restano nelle casse della Regio! ne». Il sottosegretario alla Salute, che ha già accusato di inadempienze il Comune di Modica perché non ha mai utilizzato un finanziamento di 50mila euro per la realizzazione di un canile, ha risposto che «per ricevere dei fondi bisogna prima sviluppare una progettazione e quindi fare una procedura anche istruttoria».

«È il segnale evidente che nulla è stato fatto dal comune di Scicli per evitare il fenomeno, che oggi si sta ripercuotendo tragicamente sui cittadini», ha fatto sapere il “Centro per i diritti del cittadino”, con le parole della responsabile Ambiente Valentina Coppola. Il Codici assicura inoltre che «vigilerà sull\`utilizzo dei fondi e denuncerà alla Corte dei Conti eventuali distrazioni o appropriazioni illecite». Anche «la non utilizzazione dei fondi per la prevenzione del randagismo - prosegue la Coppola - rappresenta di per sé un danno erariale».

Gli esperti: «È il fallimento di una politica miope»
La scelta della «guerra» è sbagliata! . Lo dicono gli esperti: «La proliferazione dei randagi incontrollati e le conseguenti ipotesi di abbattimento rappresentano il fallimento della prevenzione nel campo della sanità pubblica», spiega Carlo Scotti, dell\`Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani. Responsabile del progetto Leavet, dichiara che «l\`emergenza randagismo è un fenomeno cronico nel nostro Paese, tanto più nel Sud, sottovalutato da decenni. Nel frattempo la medicina veterinaria ha fatto passi da gigante sul fronte della prevenzione e della gestione degli animali senza proprietario, elaborando studi e programmi di intervento nei canili. Tutte conquiste ignorate». E adesso, «tocca assistere a tesi da “soluzione finale” - è l\`amaro commento di Scotti - per le incapacità di amministrazioni».

D\`accordo anche il professor Enrico Alleva, direttore del reparto di Neuroscienze comportamentali dell\`Istituto superiore di Sanità e presidente della Società italiana di Etologia. Per l\`etologo la miglior forma di prevenzione per evitare episodi di questo tipo «sta! nel combattere il fenomeno degli abbandoni, che causano colonie di randagi, e nel promuovere progetti di ri-adozione degli animali abbandonati».





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