Randagismo, il giallo dei fondi statali la Regione ha sprecato tre milioni di euro

22/mar/2009 14.15.09 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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Tre milioni di euro in tre anni per combattere il randagismo. Soldi che lo Stato avrebbe versato nelle casse della Regione e che però non sono serviti a evitare che un bambino di dieci anni venisse ucciso da un cane su una spiaggia del ragusano. Lo denuncia il sottosegretario del Welfare, Francesca Martini. «La Regione Siciliana - ha detto la Martini - è stata destinataria in questi anni di 3 milioni di euro finalizzati alla lotta al randagismo». Ma come sono stati spesi i soldi? A gennaio del 2008 la Regione ha pubblicato un bando attraverso il quale selezionare i progetti contro il randagismo meritevoli di finanziamento. Prima di allora i soldi venivano invece ripartiti a pioggia alle Ausl provinciali.

Con i fondi 2009 l\`assessore regionale alla Sanità Massimo Russo intende pubblicare un bando per la sterilizzazione di cani randagi, creare ambulatori veterinari pubblici e adeguare i rifugi già esistenti. Ma i fondi già accreditati come sono stati spesi? L\`assess! orato alla Sanità snocciola le cifre relative al 2008: con 415 mila euro sono stati finanziati tre progetti per l\`ampliamento e la costruzione di nuovi rifugi; con 350 mila euro, ripartiti a quattordici comuni siciliani che avevano presentato domanda, è stato avviato un progetto di controllo delle nascite attraverso la sterilizzazione dei cani randagi; 200 mila euro, invece, sono stati stanziati in favore di alcune associazioni. Iniziative che però non sono riuscite ad arginare il fenomeno.

Intanto le associazioni animaliste sono sul piede di guerra e denunciano le «inadempienze croniche e gravissime di comuni e Ausl siciliane». «La stragrande maggioranza dei comuni siciliani - denunciano i responsabili di Amici del Cane Onlus, Amici degli Animali, AmiciCani, Animalisti Italiani, Associazione Rapid Dogs Rescue, Freccia 45, Anta, Lida, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, Oipa - è inadempiente rispetto agli obblighi previsti dalla legge regionale 15 del 2000». An! imalisti Italiani, Enpa, e Lav hanno invece diffidato il sindaco di Mo dica a ritirare subito l\`ordinanza con cui ha dato il via libera all\`abbattimento dei cani randagi. Le tre associazioni hanno scritto al prefetto di Ragusa per chiedergli «di accertare che i cani randagi della zona non siano rimasti vittime di maltrattamenti». «Comuni e Ausl hanno fatto ben poco o niente - attaccano ancora Vincenzo Romano di Gapa ed Eleonora Lo Conte di Una - Dei cani randagi nella nostra regione se ne sono fatti carico, nel bene e nel male, gli animalisti in rifugi privati che fra tante difficoltà si sono sostituiti come potevano alle inadempienze di comuni e Ausl».
Rosario Filoramo, consigliere comunale del Pd, ha invece presentato un interrogazione al sindaco Diego Cammarata sulla presenza di cani randagi in Favorita.






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