Milano - Il cane e il farmaco che batte il tumore

26/mar/2009 17.31.59 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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Oscar è ormai una celebrità. La sua storia comincia quando si ammala di tumore, un adenocarcinoma dell\`intestino molto maligno: non si muove più e può sperare di sopravvivere solo tre mesi. La chemioterapia e la radioterapia non servono a niente, così sperimentano su di lui un farmaco, nuovissimo, che fa il miracolo: il cancro scompare e lui torna a camminare.
Oscar è un paziente speciale: è un cagnolino, un Bichon frisè, di quelli che hanno il pelo bianco e un po\` riccioluto e ha dieci anni. La sua fortuna (e dei suoi padroni) è stata quella di incontrare un gruppo di oncologi della Cleveland Clinic, in Ohio, che da un bel po\` di anni stavano studiando un farmaco che funzionasse come un cavallo di Troia: capace cioè di penetrare, inosservato, nelle cellule tumorali e di liberare, una volta dentro, l\`arma capace di distruggerle.

IL FARMACO - Il farmaco è la nitrosilcobalamina, un mix di vitamina B12 e di monossido di azoto (NO): la B12 entra nelle cellule at! traverso recettori presenti in gran numero sulla superficie (perché questa vitamina è indispensabile alla proliferazione cellulare) e libera NO che è tossico. Così Oscar-il miracolato ha conquistato la platea al congresso annuale dei chimici americani a Salt Lake City, dove è stato presentato il caso, e la sua fotografia sta facendo il giro del mondo. Dopo di lui sono stati curati, con la nitrosilcobalamina, altri due cani, con buoni risultati e senza effetti tossici: Buddy, un golden retriver di sei anni, con un tumore della spina dorsale e Haley, uno schnauzer gigante di 13 anni, con un tumore della tiroide: la risonanza magnetica e gli ultrasuoni hanno dimostrato una riduzione della massa per entrambi. Quando la lista comprenderà dieci «casi clinici » in tutto, i ricercatori chiederanno all\`Fda, l\`ente americano per i farmaci, l\`autorizzazione per la sperimentazione sull\`uomo.
Cani e uomini sono molto simili da un punto di vista genetico e l\`idea che ha avuto Jo! seph Bauer, coordinatore della ricerca, è intelligente: offrire subito un\`opportunità di cura agli animali ammalati di cancro (Negli Usa sono 6 milioni) e ricavarne informazioni per salvare, in prospettiva, anche i pazienti.
Del resto uomini e cani si ammalano allo stesso modo anche perché, genetica a parte, sono esposti agli stessi rischi ambientali.

TUMORI NEI CANI - E come sta avvenendo per noi umani, anche nella popolazione a quattro zampe i tumori sono in aumento «Sono in crescita — spiega Laura Volontè, specialista all\`Ospedale Veterinario Città di Pavia — anche perché aumenta l\`età media degli animali, perché c\`è più prevenzione e una maggiore disponibilità a curare. Anche i proprietari sono più attenti alla salute degli animali». I tumori più frequenti sono quelli della pelle, della mammella nelle femmine e dei testicoli nei maschi, ma ci sono neoplasie che si manifestano più frequentemente in certe razze. «Il Golden retriever per esempio — continua Volontè — si ammala di emangiosarcoma, un tumore della milza. Ecco pe! rché nelle razze a rischio sarebbe bene, attorno agli otto anni, fare un\`ecografia dell\`addome». Anche per i cani si sta cominciando a parlare di prevenzione e di diagnosi precoce, oltre che di nuove chemioterapie.





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