Catania - Invito a non legalizzare i maltrattamenti ai randagi

26/mar/2009 17.35.45 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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Il vice presidente vicario del Consiglio Comunale di Catania, Puccio La Rosa (foto), con una nota ha inviato al Sindaco ed al Prefetto le proposte contenute nel documento “Sicurezza per Adamo, Tutela per Fido”, elaborato dall’associazione “La Contea” di concerto con diverse associazioni animaliste e singoli volontari e presentato in occasione del sit-in promosso lo scorso sabato in Piazza Europa, avente per tema il randagismo. “Nell’apprezzare l’attività svolta dall’assessorato al progetto animali in questi giorni – spiega Puccio La Rosa – attraverso il documento di proposta s’intende evidenziare l’esigenza di programmare con attenzione le politiche di gestione del fenomeno randagismo andando oltre all’emergenza dettata dal momento. In questo senso, con le proposte inviate – prosegue La Rosa - intendo sollecitare interventi e soluzioni tese a garantire l’effettiva gestione del problema randagismo e la sicurezza dei cittadini, ponendo in evidenza l’esigenza di scongiurare il ! diffondersi dell’allarme che, in tante città compressa Catania, sta determinando una vera e propria “mattanza di cani” in nome d’ingiustificati e crudeli interventi fai da te, contro la presenza d’animali vaganti sul territorio. L’assoluta necessità, infatti, di arginare e contrastare il preoccupante fenomeno del randagismo e di garantire la sicurezza dei cittadini – continua il vice presidente vicario del Consiglio Comunale - non deve fare dimenticare l’esigenza di scongiurare atti di maltrattamento e crudeltà a carico di cani ed animali d’affezione in genere che, oltre ad essere ingiustificabili, risultano inutili per risolvere il problema. Proprio a tale scopo è stato proposto di: Individuare aree di raccolta, fuori dai centri urbani, da affidare a volontari ed associazioni dove collocare parte dei cani oggi vaganti per la città (se possibile tramite intervento prefettizio impiegando terreni confiscati alla mafia); Favorire la costituzione di canili sanitari (come previs! to dalle leggi vigenti) attraverso consorzi fra comuni; Istituire un t avolo prefettizio di coordinamento delle iniziative da assumere (tenuto conto che i randagi sono presenti sull’intero territorio provinciale); Sollecitare fondi straordinari alla Regione Siciliana e al Governo Nazionale (si pensi ad es. ai fondi per la protezione civile); Sostenere l’azione dei volontari; Potenziare e rendere pienamente operativa l’anagrafe canina e gli interventi di sterilizzazione; Sviluppare campagne animaliste tese all’adozione dei randagi e alla diffusione della cultura animalista.”





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