Barletta - Portano cibo ai cani rischiano di essere linciate

26/mar/2009 20.51.43 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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Aggrediti, offesi, minacciati. È il triste destino degli amici di «fido», dei volontari che, pur tra mille sacrifici, si stanno prendendo cura di parte dei cani randagi che scodinzolano a Barletta. Una volontaria è stata presa a sassate, ad un’altra le hanno tagliato le gomme della sua auto, un’altra ancora si è trovata una pietra in casa, lanciata contro i vetri di una finestra. Non si contano poi le minacce (soprattutto telefoniche), le offese e le occhiatacce lanciate al loro passaggio da persone che, sicuramente, non hanno a cuore il destino dei migliori amici dell’u o m o. A Barletta come altrove, insomma, dopo il dramma di Modica e dei cani che hanno sbranato e ucciso un bambino, la psicosi randagi è esplosa e nel mirino sono finiti non soltanto i «fido» ma anche i volontari che da sempre danno loro da mangiare.

«È inaudito quello che sta accadendo. Abbiamo paura. Ogni volta che portiamo un po’ di cibo ai nostri cani abbiamo il “cuore in gola”. Cerchiamo di f! arlo di nascosto, quando nessuno ci vede». A parlare è una ragazza di 28 anni. Non vuole che indichiamo il suo nome. Teme ripercussioni più pesanti. Per il momento i «nemici » dei randagi le hanno sfregiato l’auto, bucando le gomme. A sua madre, invece, le hanno infranto i vetri di casa. Una pietra lanciata contro solo perchè anche lei accudisce alcuni randagi a Parco degli ulivi, nel quartiere Borgovilla, alla periferia di Barletta. Una decina di cani che, da quando si sono riuniti in branco forse per sfuggire agli «attacchi» degli uomini, stanno creando non pochi timori tra i residenti. Alcune mamme denunciano di avere difficoltà e timore ad accompagnare i propri figli a scuola.

«Ma i cani sono innocui, se non vengono aggrediti», commenta la giovane animalista che ci riferisce di un altro ignobile gesto subito da una sua collega. «Stava dando da mangiare ai cani e sarebbe stata colpita alla testa da un sasso. È dovuta ricorrere alle cure del pronto soccorso. Si ! può arrivare a tanto?». Gli animalisti denunciano anche l’esistenza di una legge regionale secondo la quale dopo la cattura, la sterilizzazione e l´impianto del microchip, il cane randagio deve essere reimmesso nel territorio e non più rinchiuso in un canile. «Spetta a noi accudire queste bestiole e dare da mangiare. Ovviamente a nostre spese e con mille sacrifici. La gente, invece, ci ringrazia in questo modo, aggredendoci e minacciandoci».

Insomma a Barletta alta è l’intolleranza verso gli animali e verso chi li aiuta. «Questo scempio è stato creato dalle autorità incompetenti - replica un’altra animalista - che per anni hanno sprecato i soldi destinati alle sterilizzazioni, ed ora si vuole dare la colpa di tutto ciò che è successo ai cani stessi e ai pochi volontari, che sono gli unici a sterilizzare i cani, unico modo per sanare la piaga del randagismo».

Anche a Corato l’indifferenza dei cittadini per i cani è ben evidente. Animalisti della «Laika» (un’assacizione tranese in difesa degli animali) nei giorni scorsi furon! o aggrediti mentre accudivano alcuni randagi. Due volontarie dell’associazione tranese, ricordiamo, furono minacciate ed aggredite verbalmente da un residente di viale dei biancospini solo perchè prestavano soccorso e sfamano alcuni cani che, a loro spese, avevano sterilizzato. «Vi faccio passare i guai» avrebbe detto il cittadino rivolgendosi in tono minaccioso alle due volontarie che si sono poi recate dalla polizia per diffidarlo. «Siamo stufe di tanta intolleranza e maleducazione - hanno detto -. Quelli che accudiamo sono cani innocui ma terrorizzati. Non possiamo abbandonarli. Farebbero un’atroce fine»





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