Chiavari - Cane maltrattato a Tribogna, si cerca il proprietario

28/mar/2009 19.17.46 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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Un’indagine della procura di Chiavari per maltrattamento di animali, per ora, è stata avviata contro ignoti. Ed è già un risultato, visto che la vittima di questo trattamento disumano - è il caso di dirlo - non può parlare, e accusare chi l’ha ridotta in quello stato. Un cane meticcio, di taglia medio-grande (nella foto) con una lunga catena metallica al collo è stato visto vagare a Tribogna, nei giorni scorsi. Qualche abitante ha segnalato il fatto al servizio di cattura dei randagi di Rapallo, che lavora per conto della Croce bianca rapallese e, in ultima analisi, della Asl 4 chiavarese. Gli addetti del servizio randagi sono arrivati sul luogo dell’avvistamento ed hanno catturato l’animale. Ma, al momento di rimuovere il collare, nonostante la loro esperienza sul campo, hanno strabuzzato gli occhi. Il povero cane era stato così a lungo attaccato alla catena ed aveva tirato così tanto che il collare gli si era conficcato nella carne del collo. Non solo: l’animale deve esser! e rimasto in quello stato per settimane: la ferita infatti si era rimarginata, mantenendo al suo interno il collare metallico.

Il cane è stato portato al canile di Rapallo, dove i veterinari della Asl lo hanno operato, per rimuovere il collare e chiudere la ferita con punti di sutura. Del fatto è stata informata la procura di Chiavari. Si deve ora stabilire chi abbia tenuto l’animale in quel modo per così tanto tempo. Per questo, chiunque abbia informazioni sul proprietario del cane può contattare il servizio randagi della Asl 4 (0185/329082) e dare informazioni, anche anonimamente, per contribuire alle indagini. E dal canile di Rapallo, ieri, si apprende che l’animale sta bene, non è affatto aggressivo ma anzi, si è dimostrato riconoscente verso chi ha fatto cessare questa sua sofferenza atroce e ingiusta. «Per questo vogliamo che abbia al più presto un nuovo padrone - dicono dalla struttura rapallese di ricovero dei randagi - chi vuole adottarlo può contattare il! servizio veterinaria (lo stesso numero prima citato) e venirselo a pr endere. Per farlo vivere senza una perenne catena al collo...».

Eugenia Rebecchi, dell’associazione Ayusia, interpellata sull’argomento, esprime il suo sdegno. «È sempre brutto sentire queste vicende. Purtroppo il nostro entroterra è pieno di casi che passano ogni limite, anche l’umanità dei padroni. Il corpo forestale dello Stato, compenente a vigilare in merito, non può essere ovunque. Per questo serve che i citttadini si facciano avanti, per riferire chi possano essere i proprietari senza cuore». Sono molti i casi di maltrattamento di animali. L’ultima vicenda qualche mese fa a Santa Margherita: due pitbull morti di stenti perché chiusi, dal loro padrone, in una stanza di un appartamento.





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