Nei guai giudiziari il sardo Bruno Mei Tomasi affidatario dei cani di Guberti

Nei guai giudiziari il sardo Bruno Mei Tomasi affidatario dei cani di Guberti L'accusa: si è intascato 140mila di un canile.

28/mar/2009 19.22.09 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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L’accusa: si è intascato 140mila di un canile.
Bruno Mei Tomasi, uno degli affidatari dei cani del veterinario Guberti, a fine dicembre posti sotto sequestro, è a giudizio davanti al tribunale di Carbonia per appropriazione indebita di 140mila euro destinati al canile di quella città. Non solo: Mei Tomasi è anche al centro di una indagine dei carabinieri del Nas di Cagliari in relazione a sterilizzazioni di cani avvenute nel canile intercomunale di Sa Terredda, vicino a Carbonia, gestito dalla locale sezione della Lega nazionale per la difesa del cane di cui Tomasi è presidente regionale per la Sardegna. Il processo per appropriazione indebita si è aperto nei giorni scorsi ed è stato poi rinviato. I fatti si riferiscono al 2004: secondo l’ipotesi accusatoria l’imputato ha stornato dai conti della sezione locale della Lega nazionale difesa del cane i fondi offerti da enti pubblici e associazioni private e finalizzate alla gestione del canile di Carbonia. L’imputato ha sem! pre respinto l’addebito.

MEI TOMASI è, come si diceva, uno degli affidatari dei cani sequestrati dalla Forestale a fine dicembre. Anzi, per meglio precisare, Mei Tomasi era presente alle operazioni di sequestro, ovvero al blitz della Forestale, e nel verbale di sequestro viene definito addirittura come un coordinatore delle operazioni «insieme alla polizia giudiziaria».
Nel quadro dell’indagine preliminare per l’ipotesi di reato di maltrattamento di animali che vede indagato il veterinario Giorgio Guberti, ieri mattina a palazzo di giustizia c’è stato il conferimento dell’incarico di perito a Gianfranco Militerno, del Dipartimento di Sanità pubblica veterinaria e Patologia animale della facoltà di Medicina veterinaria dell’Università di Bologna nell’ambito dell’incidente probatorio chiesto dal pm Daniele Barberini e finalizzato ad accertare la causa della morte di sedici cani, fra adulti e cuccioli, avvenuta nell’allevamento di Guberti o presso il Centro soccor! so animali di Modena.

IL PERITO è stato nominato dal giudice Cecilia Calandra; all’udienza di ieri erano presenti numerose parti offese, vale a dire associazioni animaliste come la Lav (assistita dall’avvocato Andrea Visani), la Lega per l’abolizione della caccia (avvocato Annia Vio), l’associazione La zampa e la mano (avvocato Donati), l’Anpa di Cremona (avvocato Donati).

DEI SEDICI cani oggetti dell’indagine autoptica, cinque sono adulti. Si tratta di animali le cui carcasse vennero trovate dal personale della Forestale durante il blitz del 30 dicembre nel canile di Osteria. Contestualmente venne trovata la carcassa anche di un cucciolo. Gli altri cuccioli sono invece morti fra il 30 dicembre e il 19 gennaio presso il Centro soccorso animali di Modena dove erano stati condotti, sotto sequestro.






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