Pordenone - Cane ucciso a sprangate e filmato: il Comune sar parte civile

Guido Lemmi, responsabile territoriale della Lav (Lega anti vivisezione), annuncia che si costituiranno parte civile e parla di «maltrattamento e uccisione gravissimi sia per l'assoluta futilità dei motivi che avrebbero spinto l'uomo ad accanirsi contro un cane di piccola taglia sia per la crudeltà con cui è stato compiuto».

30/mar/2009 20.37.21 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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La rabbia è tanta e tante sono state le persone che hanno telefonato in redazione o hanno inviato e-mail per manifestare incredulità e raccapriccio dopo aver appreso del massacro di un cane meticcio di piccola taglia ucciso a sprangate senza un perchè da un ragazzo e una ragazza.
Guido Lemmi, responsabile territoriale della Lav (Lega anti vivisezione), annuncia che si costituiranno parte civile e parla di «maltrattamento e uccisione gravissimi sia per l’assoluta futilità dei motivi che avrebbero spinto l’uomo ad accanirsi contro un cane di piccola taglia sia per la crudeltà con cui è stato compiuto».

Il codice penale prevede pene molto aspre per questo tipo di reati; ma, secondo l’avvocato della Lav, Michela De Marchi, spesso questo tipo di reati vengono puniti «con un decreto penale di condanna, che significa poi una sanzione pecuniaria tante volte sospesa. Ma questo è un caso particolarmente grave e quindi valutremo il da farsi quando avremo in mano il fasci! colo come parte civile. Ci opporremo comunque al decreto penale di condanna - sottolinea De Marchi - e speriamo che questa volta sarà una condanna esemplare».

Il caso ha avuto così vasta eco che si è addirittura costituito un gruppo in Facebook. Intanto il capogruppo di An, Alberto Locatelli, ha chiesto che il Comune si costituisca parte civile contro i due ragazzi.
Il cane di piccola taglia è stato ucciso a sprangate da Juan Diego Donadonibus, 22 anni, di Azzano Decimo, che dopo averlo ridotto a una carcassa senza vita con una spranga, lo ha legato e issato in aria. Poi ha continuato a infierire sul cane mentre Alice Taiariol, 21 anni di Fiume Veneto, filmava la scena col telefonino; quindi i ruoli si sono invertiti: la ragazza lo predeva a sprangate, il ragazzo filmava. Una volta dato sfogo a tanta inutile crudeltà, i due hanno caricato il cane sul bagagliaio dell’auto dei 22enne e lo hanno poi gettato in un fosso vicino all’abitazione della giovane.
La bestiola era infatti della mamma di Alice Taiariol, la quale fin o all’ultimo ha creduto che il suo cane fosse stato ucciso da un’auto. Il video di quella scena piena di violenza e crudeltà è stato poi mostrato una sera agli amici del bar. Ed è stato proprio uno di loro ad avvisare i carabinieri di Fiume Veneto di quello che era accaduto. L’indagine è stata girata ai carabinieri di Azzano Decimo, competenti per territorio.
I due giovani sono stati denunciati dai carabinieri e dovranno rispondere di uccisione e maltrattamenti di animali.





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