Cinema - Io e Marley

03/apr/2009 17.20.48 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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Sappiamo che ci sono persone che ucciderebbero (i propri genitori) per il proprio cane. Tanto vale, siete già con un piede in sala per vedere IO & MARLEY, che dell’amico a quattro zampe fa un membro della famiglia a tutti gli effetti, tollerato oltre ogni limite nonostante sia un labrador pestifero che sfascia e mastica tutto quello che ha sotto tiro. Di più: John Grogan, giornalista del Philadelphia Inquirer (almeno, nella biografia pre crisi globale), del suo cane ha fatto il soggetto di una piccola saga in cui ci racconta varie amenità sulla sua famiglia americana e wasp, moglie e tre figli in una casa della Pennsylvania. Dal primo libro della serie è uscito fuori questo film un po’ sbiadito, diretto da David Frankel che dopo “Il Diavolo veste Prada” si inchioda a onesto confezionatore con pochi palpiti. Qualcosa viene fuori dall’accoppiata tutto sommato riuscita Owen Wilson-Jennifer Aniston, entrambi giovani giornalisti e appena sposi, che trovano lavoro in due giornali ! di Palm Beach. Vita tranquilla e il desiderio di un figlio rimpiazzato con un piccolo labrador che in breve esplode in tutta la sua irruenza. Poi però arrivano i bambini, Jennifer si fa prendere qualche brutto quarto d’ora eppure decide di lasciare il lavoro per tirare su la famiglia mentre Owen è sempre lui: stralunato, scrive le sue rubriche raccontando con ironia i fatti di casa ed è mediamente soddisfatto (cioè mediamente insoddisfatto, pare). Se ci chiedete cosa accade nel film possiamo dire tutto e niente: tutto quello che di ovvio capita nelle famiglie”normali” e niente perché in fondo lo sapevamo già. Nessun dramma per un po’ di soldi buttati via in pellicola, di film così sono lastricate le vie interne degli Studios. C’è sempre tempo per rivedere Owen Wilson e Jennifer Aniston, che come coppia possono funzionare meglio. Se proprio i due sopra sono una sirena irresistibile e finirete al cinema, vi sfidiamo a riconoscere Kathleen Turner appena appare sullo schermo (“! Brivido caldo” sembra il ricordo di un altro millennio).

pcol izzi@gmail.com









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