Associazione Amici del Cane Onlus Messina - Deportazione cani randagi

Associazione Amici del Cane Onlus Messina - Deportazione cani randagi Mi rivolgo a tutti i destinatari nella mia qualità di presidente dell\'Associazione Amici del Cane onlus di Messina, con l\'auspicio che si smetta di adottare verso i cani randagi misure disumane, sproporzionate e spesso illegali che nulla hanno a che vedere con sane e consapevoli azioni atte a mettere in moto sollecitamente tutte le Istituzioni preposte ad attuare quanto le leggi prescrivono per raggiungere il controllo del randagismo, problema incoscientemente sottovalutato.

08/apr/2009 19.30.43 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Mi rivolgo a tutti i destinatari nella mia qualità di presidente dell\`Associazione Amici del Cane onlus di Messina, con l\`auspicio che si smetta di adottare verso i cani randagi misure disumane, sproporzionate e spesso illegali che nulla hanno a che vedere con sane e consapevoli azioni atte a mettere in moto sollecitamente tutte le Istituzioni preposte ad attuare quanto le leggi prescrivono per raggiungere il controllo del randagismo, problema incoscientemente sottovalutato.
Per quanto in oggetto è da più di un anno che la nostra Associazione, inascoltata, diffida i Comuni
Siciliani a praticare la deportazione in massa dei randagi in altre province o, peggio, in altre regioni esortandoli al rispetto della L.R. 15/2000 ed a non sprecare il denaro pubblico.
E’ noto che, come disposto dalla legge quadro 281/91, ogni Regione ha emanato una propria legge adeguata ai principi della stessa ed adottato un programma regionale per la prevenzione del randagismo secondo l! e proprie esigenze territoriali ed i propri criteri.
Alla diversità dei criteri è dovuto il fatto che le L.R. poco hanno in comune fra loro specialmente per quello che riguarda i diritti degli animali di affezione.
La legge della Regione Sicilia è gradita ai siciliani. Nessun articolo consente la possibilità di mandare i propri cani in canili di altre province o regioni ed è sufficientemente vicina al rispetto del punto a) dell’art. 5 della carta dei diritti degli animali:
(a) Ogni animale appartenente ad una specie che vive abitualmente nell\`ambiente dell\` uomo ha diritto di vivere e di crescere secondo il ritmo e nelle condizioni di vita e di libertà che sono proprie della sua specie;
Il principio cardine della normativa è che Comuni, USL e Associazioni animaliste insieme provvedano, nel loro territorio, alla cura degli animali al fine di prevenire il randagismo.
Trasferirli in altre regioni, magari a mille chilometri di distanza, significa solo! eludere lo spirito della legge e consentire ai comuni di liberarsi di un problema anziché di affrontarlo e risolverlo.
In forza di questo illegale e balordo criterio sono sorti Canili Deposito che ospitano migliaia di cani randagi che, come è ovvio, non possono che essere tenuti in gabbia sino alla loro morte.
Tutto questo le Associazioni animaliste non lo possono tollerare.
Ritengo quindi che le Associazioni animaliste Oipa Italia, LAV, ENPA, LNDC, LIDA e tutte quelle che vogliono partecipare, debbano impedire queste deportazioni di massa e farsi carico di obbligare le amministrazioni pubbliche al rispetto della legge non consentendo loro di eludere il problema con i sistemi barbari sopra denunziati.

Messina, 04 aprile 2009
Associazione Amici del Cane onlus
Il presidente - Caterina Arcovito

Allegato 1: Ricordiamo che
Messina, 04 aprile 2009

RICORDIAMO CHE:
I°) Il cane è un animale d\`affezione, così definito per le elevate capacità socio-cognitive e comunicative e una forte predispos! izione a cooperare con l\`uomo ed a formare legami sociali
intensi e durevoli.
I°) La Dichiarazione universale dei diritti dell\`animale, redatta dalla Lega internazionale dei diritti dell\`animale, è stata presentata a Bruxelles il 26 gennaio1978 e sottoscritta da personalità del mondo filosofico, giuridico e scientifico;
Successivamente è stata proclamata a Parigi presso la sede dell\`UNESCO, il 15 ottobre 1978.
I°) La carta dei diritti degli animali (allegata) all\`art. 5 recita che:
a) Ogni animale appartenente ad una specie che vive abitualmente nell\`ambiente dell\` uomo ha diritto di vivere e di crescere secondo il ritmo e nelle condizioni di vita e di libertà che sono proprie della sua specie;
b) ogni modifica di questo ritmo e di queste condizioni imposta dall\`uomo a fini mercantili è contraria a questo diritto.
I°) IL TRATTATO DELL’ UNIONE EUROPEA (Nuovo articolo 13 della parte II del Trattato) firmato a Lisbona il 13 dicembre 2007 ! dai 27 Paesi dell\`Unione Europea, fra le molteplici novità migliorat ive dal punto di vita sociale, riconosce giuridicamente come esseri senzienti (dotati di sensibilità) gli animali e gli Stati nazionali dovranno tenere pienamente conto delle esigenze del loro benessere.
Il trattato è entrato in vigore il 1° gennaio 2009, non vincola nessun Paese ad una precisa legislazione, ma da loro una direttiva da seguire.





Altre notizie sul sito http://www.amicicani.com
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl