Abruzzo - Cinque cani-pompiere lhanno liberata

Abruzzo - Cinque cani-pompiere lhanno liberata Biagio, Gas, Tobia, Nice e Kira: gli angeli custodi a quattrozampe di professione pompiere che hanno guidato tra gli anfratti della palazzina crollata su se stessa gli uomini del nucleo cinofili del Veneto e i \"diavoli\" dell'Usar.

09/apr/2009 19.54.14 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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Biagio, Gas, Tobia, Nice e Kira: gli angeli custodi a quattrozampe di professione pompiere che hanno guidato tra gli anfratti della palazzina crollata su se stessa gli uomini del nucleo cinofili del Veneto e i \`diavoli\` dell’Usar.
Il fiuto di cinque cani. E il cuore dei soccorritori. A pompare ossigeno in un mare d’angoscia, c’erano Giorgio Pancera, vigile del fuoco, i colleghi del nucleo cinofili del Veneto e gli uomini dell’Usar. Sono stati loro gli angeli custodi di Eleonora. Alla fine l’hanno salvata. Con Biagio, Gas, Tobia, Nice e Kira, i quattrozampe di professione pompiere.



Pancera sta tornando da L’Aquila. In camion. Racconta: \"C’era questo condominio di quattro piani più una terrazza. Beh, di tutto questo erano rimasti appena otto metri. Con i cinofili, c’era una squadra speciale dei vigili del fuoco, chiamata Usar. Hanno cercato di individuare le persone sotto. Abbiamo fatto una planimetria e quindi ci siamo indirizzati nella zona notte d! ella palazzina\".



Pancera e gli altri erano sotto quelle luci, che illuminavano il dramma in corso: solo macerie, che soffocavano la speranza. \"C’erano un paio di escavatori — spiega il vigile del nucleo cinofili — che lavoravano. Poi coi perforatori si facevano altri lavori. Intanto, i cani venivano mandati negli anfratti\". La clessidra della disperazione non si fermava. Mai. Poi c’è stata la svolta. Con i cani che si sono messi sulle tracce dei dispersi. Continua Pancera: \"Il nostro operatore Usar ha fatto una perforazione e ha trovato un buco. Quando s’è affacciato, ha sentito lamenti.



Allora ha chiesto di fare silenzio. E ha fatto delle domande. Quando Eleonora ha dato il nome, è arrivato lo scossone\". Che ha fatto tremare anche la sua Mondaino. \"Sono caduti calcinacci, anche vicino ad Eleonora. Ma noi abbiamo proseguito e abbiamo portato l’ossigeno. Le abbiamo chiesto nome, età, tutto. Poi, è stata recuperata\".


Papà Luigi era lì. Eleonora se la sono portati via in barella. E ai soccorritori è apparsa piccola, ma forte. Così forte che ha saputo tenere testa a quattro piani di palazzina. Anche il premier ha chiesto di questa piccola grande ragazza romagnola. S’è informato delle sue condizioni. Quei vigili è come se l’avessero un po’ adottata. Ora Eleonora è la figlia d’una Italia che spera. Anche tra le macerie di un sisma che ha fatto a pezzi l’Abruzzo, ma non i cuori dei soccorritori.






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