Roma - Julie, vita di un cane di quartiere

Ma questo intervento ha eliminato i giacigli di fortuna di un cane del quartiere che dallo scorso inverno trovava lì riparo, in quanto le persone che si prendevano cura di lei sono state sgombrate dagli alloggi di fortuna sotto Ponte Marconi.

23/apr/2009 17.32.52 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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L\`Ama rimuove per errore la sua cuccia. I cittadini insorgono e il giaciglio viene ricollocato.
Una storia a lieto fine giunge dal quartiere Marconi della Capitale. La zona da anni è invasa da sporcizia e immondizia. L’unico intervento da parte del Comune di Roma per risanare il quartiere è stato fatto il 15 aprile scorso: alcuni operatori dell’Ama hanno ripulito varie vie e il Lungotevere dalla spazzatura. Ma questo intervento ha eliminato i giacigli di fortuna di un cane del quartiere che dallo scorso inverno trovava lì riparo, in quanto le persone che si prendevano cura di lei sono state sgombrate dagli alloggi di fortuna sotto Ponte Marconi.

Julie, un incrocio husky color miele di almeno 5 anni, è rimasto dunque solo. E’ rimasta lì, per giorni, settimane, sotto la pioggia e il freddo pungente dell’inverno, perché lì avevano sostato i suoi padroni umani l’ultima volta che li aveva visti. E lì, fiduciosa, li ha aspettati per mesi. Non voleva più mangiare, vo! leva lasciarsi morire... E poi, piano piano, ha deciso di riprendere la sua vita di cane di quartiere, accompagnando la gente a passeggio, o semplicemente restando accanto al benzinaio sperando in un po’ di coccole.

Julie era sopravvissuta allo sgombero degli insediamenti abusivi del 2006, ed era uno dei cinque cani “famosi” di Ponte Marconi, per cui tutti i cittadini si mobilitarono per trovare una sistemazione. Per tutti loro venne inoltrata all’epoca la richiesta di cane libero accudito (CLA - Art. 33 Reg. Comune di Roma, C.C. 24.10.2005), ma piano piano tutti vennero adottati tranne lei, anzianotta, randagia, già sterilizzata dal Comune di Roma. Lei appartiene al quartiere, la libertà è la sua vita, diversamente sarebbe come condannarla a morte. Il Comune all’epoca fornì anche una grande cuccia di resina, a cui, con una colletta, gli abitanti del quartiere Marconi ne aggiunsero un’altra in legno.

Quest’ultima è stata distrutta da zingari che successi! vamente occuparono le sponde del Tevere, poi sgomberati. Quella del Co mune, invece, era stata collocata nell’aiola, discreta, celata dietro la siepe retrostante il benzinaio. Questo perché comunque Julie, la povera Julie i cui occhi parlano più di mille parole, da lì non si spostava: lì i suoi ultimi padroni le avevano detto di aspettare, e lì lei probabilmente si lascerà morire. Julie è un CLA, un cane libero accudito, un cane di quartiere mansueto, che conoscono tutti, una gran paurosa ma che sa attraversare la strada molto meglio di tanti di noi.

La sua colpa? Essere un cane e non aver potuto gridare agli zelanti operatori ecologici che quella cuccia era sua, che quel giaciglio non era quello di zingari o di qualcuno dei bipedi malvagi che frequentano il quartiere, ma che puntualmente nessuno vede, come ad esempio gli insediamenti vergognosi dall’altra parte del Tevere. Quella era la sua casa, donata dal Comune di Roma, Ufficio Diritti Animali, la ciotola con l’acqua e quella per il cibo venivano amorevolmente curate dai cittadini! che le garantivano cibo regolarmente e tante coccole, quelle che Julie ricorda dei suoi vecchi padroni che non ci sono più.

Ma la storia di Julie è a lieto fine perché ora ha una nuova cuccia. L’Ama ha spiegato che la vecchia era stata rimossa per errore da parte di una squadra di operatori ecologici impegnati qualche giorno fa in operazioni straordinarie di pulizia della zona. Julie è «il cane di quartiere» dell’area Ponte Marconi, «adottato» dai residenti fin dal 2006, e così ritornerà a essere con una confortevole dimora in attesa di un futuro migliore.






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