Comunicato stampa Ufficio Stampa L.I.D.A. Sicilia

29/apr/2009 08.44.24 Ufficio Stampa L.I.D.A. Sicilia Contatta l'autore

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Recuperato Domenica mattina dai volontari della Lega Italiana per i Diritti dell
'Animale, su segnalazioni di alcuni bravissimi ragazzi nisseni residenti in via
Don Minzoni, un esemplare di riccio europeo in stato di gravissima sofferenza pe
r un'estesa e profonda ferita che il simpaticissimo animale presentava sul dorso
. Probabilmente attaccato da un cane o una volpe, era molto debole e la lesione
era ricolma di vermi che lo stavano letteralmente divorando da almeno un paio di
giorni. Trasferito con urgenza in un ambulatorio veterinario, è stato subito so
ttoposto alle prime cure del caso.
Il riccio comune (Erinaceus europaeus) è un mammifero della famiglia Erinaceidae
a. La specie è diffusa in gran parte dell'Europa. Predilige le aree coperte ed a
ltezze medio-basse come i margini dei boschi, tuttavia lo si trova anche in ambi
enti montani (fino a 2000 metri d'altezza) e in aree aperte come quelle rurali o
nei giardini delle abitazioni. E' un animale esclusivamente notturno. Quando un
riccio incontra un possibile pericolo, reagisce immobilizandosi e drizzando i c
irca 6000 aculei presenti sul dorso. Questa tattica risulta tuttavia inefficace
con le volpi, che urinando sull'animale appallottolato lo costringono ad uscire
dalla corazza, e naturalmente con le automobili, di fronte alle quali l'animale
si richiude su se stesso venendo inevitabilmente travolto ed ucciso. Durante i m
esi invernali il riccio è solito cadere in letargo accumulando una buona quantit
à di muschio e foglie secche che fungeranno da giaciglio. La stagione degli amor
i cade invece tra aprile ed agosto. Si nutre di invertebrati di qualsiasi tipo(i
nsetti, lombrichi etc.), oltre che uccelli(compresi uova e nidiacei), rettili ed
anfibi; non disdegna nemmeno piccoli mammiferi, soprattutto topi, di cui è cons
iderato un cacciatore spietato. In caso di necessità mangiano senza problemi ghi
ande, bacche, frutta, nutrendosi in casi estremi anche di foglie. Molte persone
introducono deliberatamente questo animale all'interno dei loro orti e dei giard
ini proprio per la sua utilità nell'uccidere animali considerati dannosi, come l
e cavallete ed i topi.
Il nostro amico è attualmente ancora ricoverato in un ambulatorio cittadino dove
viene seguito con grande cura ed attenzione. Noi tutti ci auguriamo possa ripre
ndersi in fretta per tornare al più presto alla sua vita libera tra i boschi.

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