Savona - Ordinanza anti accattonaggio, la prima multa a un romeno

19/mag/2009 18.33.28 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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Chiedeva le elemosina vicino a una cassa del parcheggio. Cinquanta euro la sanzione. Non sapeva del provvedimento.
L’ordinanza contro l’accattonaggio ha fatto la prima “vittima”. Si tratta di un romeno di 22 anni, domiciliato a Savona, sorpreso ieri pomeriggio a chiedere l’elemosina vicino a una cassa al parcheggio del Priamar. Come informa il comandante della Polizia municipale, Igor Aloi, «non gli abbiamo confiscato le monete ricevute come elemosina perché non ne aveva ancora, ma gli è stata fatta una multa da 50 euro. Ci ha detto che non sapeva dell’ordinanza». Il provvedimento emesso sabato dal sindaco vieta l’accattonaggio in tutte aree pubbliche in cui circola denaro (parcheggi, parcometri, bancomat, postamat, banche, uffici postali e quant’altro). La stessa ordinanza vieta l’accattonaggio molesto.


Strano che il giovane multato non fosse al corrente dell’ordinanza. Abbiamo interpellato alcuni clochard e tutti ne erano al corrente. Fra questi c’è Franz! , un barbone tedesco molto trasandato, che sa quattro parole di italiano. Tanto basta per essere stato informato e aver scelto un posto più sicuro per mendicare. Fino a due giorni fa stazionava a pochi metri da Cariparma, all’angolo fra via Paleocapa e corso Italia. Per essere al sicuro, ieri mattina, invece, era seduto dalla parte opposta, a debita distanza dal bancomat. «Non parlo italiano... io di Munchen» cerca di tagliare corto. Bene, allora parliamo in tedesco. Messo alle strette, si finge (o forse lo è) confuso, ma alla domanda di come ha saputo dell’ordinanza del sindaco risponde: «Queste cose si sanno».

Poco distante da lui, davanti a “Prini”, c’è un ragazzo che chiede le elemosina. Accanto ha uno zainone e un cane che dorme. Sta parlando con una vigilessa. Come vanno le cose? Lo stava informando dell’ordinanza? «No, mi ha chiesto delle informazioni - risponde la vigilessa -. Non si trova in un punto vietato: l’ordinanza non parla dei pubblici esercizi». M! arkus Ippich, magro, capelli biondi fino alle spalle, originario di Ka rlsruhe, è un clochard part-time, dato che fa anche altri lavori: «Ho saputo dell’ordinanza dai giornali. Ogni mattina leggo Il Secolo XIX e La Stampa - spiega -. È dal ’97 che vengo in Italia. Sto qualche mese qui, poi torno su a trovare i miei genitori. Volevo conoscere l’Europa e in questo modo l’ho girata, imparando le lingue (parlo italiano, francese e inglese). Ma dell’Italia mi sono innamorato». «Faccio anche altri lavori, come pulire i giardini o aiutare a sistemare gli appartamenti - continua -. Due volte la settimana porto la spesa a casa a una signora. O faccio altri servizi: l’edicolante mi dà anche 2 o 300 euro per andare a pagargli le bollette. Si fidano di me. Avrei trovato anche dei lavori migliori, ma quando dico che ho un cane e che dormo alla spiaggia non mi vogliono». Ma come fa a lavarsi e a mangiare? «Mi lavo nei bagni comunali. Compro nei supermercati e poi cucino con il mio fornelletto. Qualche volta mi concedo anche una pizza». Ma che cosa ne pensa d! ell’ordinanza? «Ci sono zingari o neri davvero insistenti - risponde -. A volte hanno chiesto soldi anche a me, perché mi vedono pulito. Quelli mi fanno davvero arrabbiare. Ad esempio, io in piazza del Popolo non ci vado. Non voglio mischiarmi con quella gente. C’è una bella differenza tra chi rompe le scatole e chi no». Ha mai preso multe? «Una volta, ad Alessandria, nel 2000. Non sapevo che fosse vietato chiedere l’elemosina in tutta la città».






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