Rispettare gli animali: una questione di gusto

30/mag/2009 20.27.24 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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Se guardiamo negli occhi un animale, ci accorgiamo che è come guardare negli occhi una persona. L’animale, che sia un cane, un gatto, un uccellino, etc, è un essere vivente, esattamente come l’essere umano.

La differenza, si dice, sta nella razionalità, perché l’uomo è razionale – secondo Aristotele e molti altri – mentre l’animale… teoricamente non lo è. In realtà, sono tanti gli episodi in cui possiamo constatare che l’uomo spesso è tutt’altro che un essere razionale, e che, contravvenendo alla celebre definizione aristotelica, si comporta come una ‘bestia’; così come sono altrettanti i casi in cui gli animali dimostrano di essere ‘umani’ molto più di chi si fregia di questo ‘titolo’ solo per una mera questione di nascita.

Approssimandosi l’estate, come ogni anno si ripropone l’annoso problema degli abbandoni degli animali domestici. Abbiamo deciso di parlare di questo argomento, pur occupandoci prevalentemente di gossip e ‘bazzecole’ del genere, perché, ! al di là del pettegolezzo - che amiamo e a cui mai rinunceremmo – siamo appassionati anche di altre tematiche, tra cui l’ambiente e il rispetto verso la natura e tutto ciò che la compone.

Inoltre, riteniamo che chi possiede l’ironia e il buon senso di giudicare il gossip per quello che è – ossia come intrattenimento allo stato puro, privo di un secondo fine che non sia il divertimento, magari positivo – possa essere anche abbastanza sensibile da comprendere l’importanza di altri argomenti ed affrontarli in maniera seria e coraggiosa. Con un pizzico di immodestia parliamo di noi, ma anche e soprattutto dei nostri lettori.

In particolare, siamo convinti che la sensibilità nei confronti degli animali – di tutti, non solo di quelli domestici – sia una questione di ‘gusto’. Chi ama gli animali, o se non altro li rispetta, dimostra di essere una persona veramente in gamba e alla moda, oltre che intelligente e umana. Viceversa, chi non capisce che un animale è de! gno di essere trattato bene e con ‘umanità’, è una persona priva di ra ffinatezza, sia etica che intellettuale, nonché volgare, rozza, incompleta.

Sappiamo che amare gli animali, così come amare le persone, non è cosa da tutti. Per questo, non pretendiamo che gli uomini si sforzino di dimostrare ciò che non provano, ma solamente che cerchino di rispettare gli altri esseri viventi, promuovendo atteggiamenti costruttivi e deprecando quelli negativi. Che senso ha prendere a casa un cane, o un gatto, o anche un pesce rosso, tenerlo con sé per un anno e poi abbandonarlo perché dobbiamo andare in vacanza per una settimana? Un anno di fedeltà, amicizia, affetto, dolcezza, - ma anche, ne siamo ben consci, di dispetti, abbagli inopportuni, disturbi vari - vale davvero una settimana al mare o in montagna? Gli animali, a volte, possono essere fastidiosi, così come del resto lo sono gli uomini, né più né meno, ma non per questo ce ne dobbiamo sbarazzare in quattro e quattr’otto…

Perciò, vediamo di organizzarci: se non possiamo portare via! l’amico peloso, ci sono rifugi, canili, pensioni, ma anche persone disposte a tenere il nostro animale e poi restituircelo appena rientriamo a casa. Per non contare che, per fortuna, in Italia esistono strutture ricettive – non moltissime, ma sono sempre di più – che sono ben felici di accogliere noi e il nostro amico peloso, quest’ultimo spesso anche gratuitamente.

Ma non vogliamo fermarci qui. Il rispetto per gli animali si vede anche da altre cose. Abbandonare un animale è un reato molto serio, non dimentichiamolo, ma ci sono anche altri atteggiamenti, meno gravi, che comunque dimostrano la nostra inumanità nel trattare gli altri esseri viventi e possono essere condannabili.

Se fa caldo, non lasciamo l’animale in auto, anche con il finestrino semi-aperto, perché lui soffre, così come soffriremmo tutti noi – avete mai provato a restare chiusi in macchina al caldo, anche in primavera, per più di cinque minuti? E’ un’esperienza a dir poco traumatica… Anda! ndo in giro sotto il solleone, portiamo con noi dell’acqua fresca, in borsa, con un bicchiere, per assicurarci che il nostro amico peloso non muoia disidratato. Con la stessa logica di poche righe sopra, avete mai avuto una sete tremenda ma vi trovate in un luogo dove non si può bere? Non è un’esperienza piacevole, ve lo assicuriamo!

Se poi c’è il problema di mangiare al ristorante, scegliamo luoghi che abbiano tavoli all’aperto, oppure, semplicemente, chiediamo al cameriere se possiamo trovare una soluzione: resteremmo stupiti dalla disponibilità di alcuni locali, dove gli animali, anche quelli di grande stazza, vengono accolti molto gentilmente! Infine, se un ristorante non vuole proprio saperne del nostro animaletto, avrà perso un cliente…

In questa sede non possiamo soffermarci sulla barbarie che l’uomo dimostra in vari ‘settori’ che riguardano gli animali (allevamenti, circhi, canili-lager, etc), ma vorremmo solo far riflettere sul fatto che, forse, la più profonda differenza tra noi e gli animali risiede proprio nell’um! anità con cui decidiamo di trattare gli altri. Gli animali sono esseri che hanno istinti fortissimi e ancestrali che li guidano e che riguardano la loro sopravvivenza. L’uomo ha meno istinti, ma dalla sua parte ha la razionalità e il libero arbitrio. Noi possiamo decidere come comportarci, e dalla nostra scelta dipende il nostro grado di umanità.

Se è vero che siamo superiori agli altri esseri viventi perché siamo dotati di intelletto, allora possiamo e dobbiamo scegliere di rispettarli, così come scegliamo – o dovremmo scegliere – di rispettare i nostri simili. E’ una questione di civiltà, e anche di rispetto per noi stessi e la nostra esistenza su questo piccolo pianeta.






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