Fuori legge la guerra ai piccioni

04/giu/2009 17.25.23 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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Tra i Comuni che, inutilmente, dichiarano guerra ai piccioni a suon di catture e uccisioni c’è anche Venezia, la città-simbolo dei colombi. E, questa è la novità più grande, senza alcun fondamento di reale pericolo sanitario. Così mi appello al sindaco Cacciari perché riveda una sua vecchia ordinanza che peraltro non ha dato i risultati sperati. È un principio dell’ecologia: la popolazione dei volatili “rimpiazza” subito gli scomparsi (circa 25mila l’anno uccisi nel solo centro storico). Allora perché non utilizzare il mangime antifecondativo che funziona? Perché non obbligare i proprietari a eliminare dagli edifici anfratti e pertugi che consentono nidificazioni extra? Perché non installare dissuasori a punte plastificate e incruente? I tre sistemi permettono un controllo efficace a costi concorrenziali rispetto alle uccisioni (quasi 850mila euro a Venezia), come ha evidenziato il recente convegno “Colombi e cittadini: fra reti, fucili, allarmi e cibo. Una convivenza poss! ibile?” organizzato nella città lagunare dai veterinari dell’Avda e dalla Lav.
Il fronte del fuoco è vasto. Non ci sono studi che accertano i presunti danni alla salute e ai monumenti di cui i colombi sarebbero ritenuti responsabili, eppure la Regione Toscana ha appena dato il via libera alle Province per un piano straordinario di abbattimenti, sebbene anche i colombi cittadini siano specie tutelata dalla legge nazionale 157/92 sulla tutela della fauna selvatica, e quindi da considerarsi “patrimonio indisponibile dello Stato”.
Dunque, i piani di contenimento devono ricadere sotto questa normativa generale, tanto dettagliata quanto purtroppo spesso disattesa. L’art. 19 della 157 assegna in via esclusiva alle Regioni la competenza per i controlli sulla fauna selvatica, ma stabilisce che il controllo esercitato selettivamente sia praticato in via generale con metodi ecologici su parere dell’Istituto nazionale per la fauna selvatica, oggi Ispra (Istituto superiore per ! la protezione e la ricerca ambientale), e che solo dove l’Istituto ver ifichi l’inefficacia di questi metodi le Regioni possono autorizzare piani di abbattimento.
La più recente legge 189/04 (maltrattamento e uccisione di animali) ha rafforzato la tutela degli animali, applicabile anche ai colombi. Il Tar del Veneto ha chiarito il principio dichiarando illegittima un’ordinanza sindacale di abbattimento dei piccioni, stabilendo che i sindaci non hanno il potere di consentire la caccia ai colombi di città, il contenimento delle specie selvatiche, tra cui i colombi torraioli, deve avvenire con mezzi ecologici e solo le Regioni possono attuare piani di abbattimento, constatata l’inadeguatezza dei metodi ecologici.
Cosa si aspetta a cambiare strada in nome del rispetto degli animali e dei cittadini?





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