Lettera aperta

24/giu/2009 08.49.01 Ufficio Stampa L.I.D.A. Sicilia Contatta l'autore

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Lettera aperta a Caltanissetta







“La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal

modo in cui tratta gli animali.” (M.K. “Mahatma” Gandhi) Secondo le parole di Ga

ndhi ,allora, la nostra Caltanissetta non è che un puntino quasi invisibile nell

a cartina di un Sud Italia evanescente. La violenza verso gli animali, gli abban

doni, gli avvelenamenti, i maltrattamenti sono all’ordine del giorno. Tutto dett

ato dalla grande ignoranza e presunzione che caratterizza gli autori di queste

storie nere. Giocano a fare Dio, decidendo la sorte di creature che ritengono es

seri inferiori a loro, la cui unica colpa è essere nati e quindi entrati a far p

arte di una realtà così triste accanto ad esseri viventi così meschini. L’ingius

tizia è lo scenario predominante, le autorità ostacolano e quasi condannano chi

aiuta queste meraviglie a quattro zampe appigliandosi a futili pretesti, ma non

si sentono minimamente toccati da quelli che sono i veri maltrattamenti. Le tant

e denuncie per abbandono passano inosservate sotto gli occhi delle Istituzioni.

Le Associazioni Animaliste ,con l’aiuto di una parte sensibile di cittadinanza,

fanno di tutto per cambiare le cose, per salvare vite, per sopperire all’inademp

ienza di chi li circonda con l’ unica arma che hanno: la grandissima forza di vo

lontà ,sperando in una realtà migliore per i loro amici animali. E’ proprio per

questo motivo che l’avversione di molti cittadini si riversa anche su questi pov

eri volontari ,che incessantemente si dedicano a cani, gatti…e persone!Per loro

non esistono ferie, non esiste una giornata troppo fredda o un sole troppo caldo

, nè un intervento troppo costoso,non esiste la stanchezza. Sono donne,uomini, a

nziani,bambini, medici , meccanici, avvocati,muratori ,commesse, insegnanti che

tornano a casa sorridendo, felici di aver salvato una vita, di aver semplicement

e donato un po’ di amore ad altri esseri viventi , orgogliosi di aver pulito via

un po’ di sporco da questa terra che potrebbe,che dovrebbe, essere meravigliosa

.



Adesso mi rivolgo a voi, autori diretti e indiretti delle atrocità sopra citate

.



Continuate così, bravi, e quando tornerete a casa dalle vostre famiglie dite: “T

esoro,oggi ho condannato a morte quaranta vite!”











Alessia S.





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