Cicerale - La bolgia infernale di Cicerale. La gomorra animale

(CHE SAVIANO NON CONOSCE E NON HA INSERITO NEL SUO LIBRO) Tempo fa mi scrisse una giovane campana.

04/ott/2009 19.19.14 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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Un intervista in quattro parti sull’ orrore dei canili – lager.
(CHE SAVIANO NON CONOSCE E NON HA INSERITO NEL SUO LIBRO)
Tempo fa mi scrisse una giovane campana. Aveva letto una cosa mia che girava nei siti.
Mi pare fosse la lettera a Vito Mancuso. Mi chiese se poteva vedermi e se potevo aiutarla per un problema riguardante i maltrattamenti dei cani. Le dissi che contavo poco ma se voleva, nei miei limiti, l’avrei aiutata. Le chiesi di spiegarmi cosa accadeva e la ragazza mi mandò delle foto che mi lasciarono esterrefatto.
Cose orrende. Provai una profonda vergogna di appartenere alla mia specie degenerata. Provai vergogna per non essermene accorto prima di quest’orrore . Di non aver capito l’entità dell’orrore. Quando questa roba ti arriva via mail e la apri è come ricevere un pugno nello stomaco o un calcio nei testicoli, ti lascia boccheggiante, ti passa la volontà di vivere. Spiegai alla giovane che stavo andando a Venezia e che sarei partito da Roma i! n macchina. La ragazza mi incontrò nei pressi di Roma, veniva dal Sud e organizzò un incontro con alcune attiviste “animaliste”al mio ritorno da Venezia. Prima di partire per l’Inghilterra le incontrai e registrai (con un registratore) quello che mi dicevano. Queste ragazze, giovanissime, una romana, una fiorentina e una campana, non erano a contatto diretto con i canili ma avevano raccolto del materiale da persone che conoscevano l’orrore di quei luoghi e avevano sui volti i segni dello schifo che avevano visto. Negli occhi portavano la rabbia dell’impotenza davanti al Male. Perché di Male si tratta.
Avevo chiesto di incontrare i volontari che si occupavano delle adozioni presso quel canile . Mi risposero che non potevano entrare in diretto contatto con me e denunciare quello che avevano visto perché gli sarebbe stato interdetto l’accesso al canile, e rischiavano di essere denunciati. Quando sentii questo rimasi sbalordito. Ma come, nella Rutalia di Papi trionfante, n! el regno dell’italietta civile, artistica, storica, del “Made in Italy ”, della Ferrari, nell’Italia felix, gaudente e “cafonal” avvenivano ancora queste cose?
Chiesi: “Ma siamo forse in Colombia che un’attivista non può parlare perché rischia la vita? Dove cavolo siamo?” Ma quelle ragazze confermarono tutto. “Si rischia la pelle, gli interessi sono grandi e ci sono 97 comuni dietro alla mercificazione dei randagi”. Rimasi sbalordito. “Allora Saviano ha dimenticato di dire qualcosa?” Chiesi. Risposero: “Si, non sapeva. Ma i media sapevano. Eccome se sapevano! ”
“Non tutti sapevano o sanno” dissi. Risposero: “In molti sanno, ma gli animali sono il nulla per loro”
Erano dure e dirette le ragazze e avevano una rabbia in corpo e una selvaggia tristezza che mi colpirono .
Prima di passare all’intervista che spiega con chiarezza quello che accade; qualcosa voglio dire e spero che voi che leggete queste interviste le diffondiate tentando di raggiungere il massimo numero di giornali, associazioni e politici. E’ stomachevole che il gr! ande giornalismo che ci massacra ogni giorno con le cretinate sulla vita privata di Papi (che in Inghilterra, dove vivo, non sarebbe durato un maledetto giorno)
su prostate sfasciate, escort e prosseneti, non metta mai il naso nel miasma olezzante del trattamento che impartiamo agli animali. Anzi, al non umano: aggiungiamo anche le piante e gli alberi. Se non interessano gli animali interesserà pure e dello spreco e il ladrocinio di denaro pubblico che si attua sulla loro pelle!
Io leggo Repubblica e l’Espresso da un vita, sono vecchio, e se dovessi chiedere a Eugenio Scalfari, a Giorgio Bocca, a Ezio Mauro, a Edmondo Berselli, a Giuseppe D’Avanzo - che ci affligge (giustamente) ogni giorno con le pippate sul Papi Ruteliano - a Francesco Merlo, a Giovanni Valentini di dire una parola, una sola, una sola volta su quello che facciamo agli animali, so già quello che mi risponderebbero: “Abbiamo problemi più gravi…” Anche Giorgio Bocca, che ho letto perfino in Alaska, ! mi ignorerebbe. Se io dovessi dire a Bocca: la leggo da una vita, mi d ia una mano a salvare questi poveri cani, neanche risponderebbe. Dei giornalisti di destra neanche parlo perché conosco già le risposte. Chiedere a Ferrara o ad altri una roba del genere significherebbe farli schiattare dalle risate. Solo la Padania ha evidenziato l’orrore. Ma, mi domando: i media non si vergognano del loro silenzio? Per non parlare dei politici. Una classe mostruosamente cieca alla sofferenza del non umano. Ma è mai possibile che la gente che possiede cani come Francesco Totti, Raul Bova, Massimo D’Alema non riesca a dire una sola parola davanti a questo massacro continuo in autentico stile nazista? Non pensano che potrebbero essere i loro cani in quelle condizioni? Non pensano per un maledetto momento che potrebbero essere i loro animali a patire l’orrore che le povere bestie sperimentano - perché abbandonate da criminali (sto soppesando le parole)? Lo sanno che questi poveri animali subiscono trattamenti degni del “Dottor Morte” Aribert Heim? Ma come in u! n paese dove oltre 4.800.000 famiglie possiedono uno o due cani avvengono cose del genere? E Sofri perché non dice nulla? E perché non parla il Grillo furioso? Perché? Perché gli animalisti lo hanno offeso, come mi ha detto un’amica? Certo gli animalisti che lo hanno offeso se lo potevano risparmiare - spesso siamo suicidi e tatticamente folli – ma è ragione sufficiente?
Ma noi umani quando lo capiremo che non siamo soli sulla terra? Che esistono altri esseri e che fare loro quello che facciamo è vergognoso, è osceno. Ci macchia. E il silenzio ci macchia ancora di più.
Ma avete mai sentito le alte istituzioni o il Papa dire una sola parola su questi orrori?
Li avete mai sentiti? Avete mai sentito Vito Mancuso, che giorni fa ci spiegava il significato dell’imperativo categorico kantiano, dire una parola? Parla degli angeli ma mai del non umano. E io vorrei chiedergli: professore ma l’imperativo categorico è applicabile a una sola specie (come insinuava indiret! tamente Kant) o è applicabile anche agli altri esseri viventi? Perché se è applicabile a una sola specie è un imbroglio specista, è un gioco delle tre carte, un’emerita presa per i fondelli, per non dire un’altra cosa. E sarebbe bene, professore, che si chiarisca le idee sul concetto di antropocentrismo perché quel concetto, intriso di hybris pestilenziale, ha fottuto il pianeta. E l’uomo autentico, di cui Lei parla è quello che apre la propria compassione verso tutti gli abitanti del suo pianeta. Non solo verso la propria specie.
E dicano una benedetta volta una parola i cattolici: una sola volta! Dove è la vostra compassione se siete sempre silenti?

Un ultima cosa. Rivolgo una domanda Augias, che è tra i pochissimi giornalisti (incredibilmente con Feltri), che in certi momenti ha mostrato segni di compassione verso gli animali:

Non è tempo per un dibattito televisivo sulla sofferenza del non umano? Magari su animali e religioni?

Quando uno interpella i media italici riceve sempre risposte criptiche e monosi! llabiche.
Se si prova a chiedere l’attenzione dei media è spesso un’operazione umiliante.
Ma una cosa so: quando tradurrò questa lettera e la invierò ai media britannici e i miei amici la diffonderanno per il mondo, l’attenzione sarà differente. E saranno anche i quotidiani di destra a riprendere la notizia. Il Daily Mail, politicamente situato a destra, promuove spessissimo campagne in difesa del non umano. C’è un abisso di sensibilità.Un esempio? Il Guardian, che è moderatamente di sinistra, il 15 settembre , ha dedicato quasi l’intera prima pagina ai massacri dei delfini perpetrati dai giapponesi (ne uccidono 20.000 all’anno, i cari nipponici). Avete mai visto un quotidiano nostrano fare una cosa del genere? E come è possibile che Brunetta che tuona contro gli sperperi del “ciarpame culturale parassita” non si sia accorto dei grandi sprechi, delle mostruosità e degli imbrogli - a danno del contribuente - perpetrati dai possessori dei canili nostrani? Lo sa Brune! tta che questi signori si stanno arricchendo con i soldi pubblici attr averso orrori consumati verso gli animali? Lo sa che i canili sono diventati un mezzo per fare soldi e che sono, dopo la droga e la prostituzione, una delle maggiori fonti di guadagno nel Sud?

E il Ministro del Turismo, la fulva Brambilla, che ama tanto gli animali, perché non dice una sola parola?

Forse la direbbe se qualcuno mettesse in atto un boicottaggio turistico.

E questo proveremo a fare.

E passiamo alle interviste che con estrema chiarezza dipingono l’orrore.
Ho riportato parola per parola quello che mi è stato detto.
Ho cercato di smussare la rabbia che era intensa.

Paolo Ricci
www.lasaggezzadichirone.org
ricci@esperia.fsnet.co.uk















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