25mila cani uccisi ogni anno: denuncia i bastardi a CronacaQui

Non potrebbe capire, come non capisco neppure io, come si faccia ad arrivare a tali esplosioni di ferocia.

16/ott/2009 18.16.07 Associazione AmiciCani Contatta l'autore

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Ogni anno in Italia vengono uccisi 25 mila cani. E altri 750 mila vengono maltrattati o tenuti in condizioni di vita inadeguata. Se Camilla, la barboncina trovatella che divide la vita con me dall’agosto di sei anni fa sapesse leggere, certo rabbrividirebbe di paura e correrebbe a rifugiarsi sul divano, con la codina a ciuffo tra le gambe. Non potrebbe capire, come non capisco neppure io, come si faccia ad arrivare a tali esplosioni di ferocia. O in subordine di cattiveria o di indifferenza. Dico, ma chi ci obbliga a prendere con noi un cane, a illuderlo di aver trovato una cuccia, un pasto caldo, una mano amica, per poi imprigionarlo con una catena lunga un metro, fargli stentare il cibo, massacrarlo di botte?

O peggio ad ammazzarlo a colpi di badile, di martello. O a sparargli come denuncia l’Aidaa, l’associazione che si batte per la difesa degli animali, e che ha prove documentate addirittura di battute di caccia per scovare e abbattere i randagi. Certo, dirà qua! lcuno, l’uomo sa essere crudele e violento con i bambini, con gli anziani, con i disabili. E dunque perché stupirsi, perché cercare spiegazioni a certe vergogne? Credo che una risposta ci sia e che vada cercata nella vastità del fenomeno della violenza sugli animali. Perché se nei confronti degli esseri umani si accanisce solo una fascia, ristretta ma pericolosa della società, i cosiddetti criminali, verso gli animali c’è una crudeltà diffusa. Anche, ed è triste dirlo, tra le persone cosiddette perbene. Perché un cane, o un gatto, o peggio ancora un uccellino in gabbia, un coniglio, un criceto, finiscono per essere classificati come oggetti. E non come esseri viventi. Dunque li si può gettare via, magari in un cassonetto, o sopprimere come si farebbe con un insetto molesto.

Tornando ai cani, nei confronti dei quali proprio certi numeri che testimoniano persecuzioni diffuse hanno fatto nascere nuove forme di tutela, non si può tacere un diffuso metodo di eliminazion! e silenziosa. E vile. Parlo delle polpette avvelenate lanciate nei par chi, nei giardini, o abbandonate sui marciapiedi. Il record, dice ancora l’Aidaa, si verifica tra Brescia, Bergamo e Sondrio, ma numerosi sono i casi denunciati in Piemonte, a Torino soprattutto, e nel Veneto. Cani uccisi, diciamolo una buona volta, da mani assassine. Come assassini sono i combattimenti tra cani che parrebbero tutti, o quasi, gestiti dalla malavita che guadagna con le scommesse. Anche qui, secondo i ricercatori, i numeri sarebbero da capogiro e coinvolgerebbero almeno 4 o 5 mila esemplari l’anno. Sottratti o ceduti da canili e da privati. Sempre Camilla, se finalmente trovasse la parola, mi chiederebbe perché non si fa qualcosa contro questa strage silenziosa. La risposta potremmo darla insieme, denunciando quello che accade sotto i nostri occhi. Con una semplice telefonata. Con un sms, magari con una fotografia rubata col telefonino. I vigliacchi non amano la pubblicità, facciamogli bruciare la pelle.

beppe.fossati@cronacaqui.it

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