RIFUGIO PARRELL COME TI CREO IL MOSTRO IN INTERNET

03/dic/2009 08.56.56 comitato per la salvaguardia della cultura europea Contatta l'autore

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RIFUGIO PARRELLI: COME TI CREO IL MOSTRO IN INTERNET



Internet offre tante nuove vie di comunicazione ed interazione fino a qualche

decennio fa assolutamente inimmaginabili. Il suo avvento ha allargato a

dismisura le possibilità per ognuno di partecipazione immediata e diretta agli

eventi che più lo interessano, coinvolgono, condizionano. Internet è una

macchina creativa in continua evoluzione che, se saputa usare, può offrire idee

e soluzioni per ogni problema, soddisfazione per ogni necessità. Permette, tra

l'altro, di creare delle scene virtuali talmente somiglianti alla realtà, da

riuscire ad ingannare facilmente molte persone che non sono dotate della

necessaria conoscenza e spirito critico atti a discernere il vero dal falso.

Uno degli esempi più lampanti di tale fenomeno è senz'altro costituito dal caso

del rifugio Parrelli, dove alcune astute menti, con una tecnica ben nota e

facile da applicare, hanno edificato un irreale castello accusatorio che mira a

provocare fastidi e problemi a tale struttura per animali abbandonati, per

poter sfogare intimi rancori daterminati da avvenimenti casuali che nella

complessa gestione di un canile, malgrado ogni cura ed attenzione, possono

verificarsi. Si conoscono perfettamente i nomi degli organizzatori dello

scenario virtuale di cui trattiamo, come ben noti lo sono alla procura della

Repubblica cui sono stati segnalati, ma non vogliamo distrarre chi ci legge

con

l'approfondimento di tali marginali dettagli, bensì parlare del metodo che

hanno usato. Partendo da alcune notizie collegate al rifugio Parrelli riportate

dalla stampa, in seguito rivelatesi infondate, hanno creato dei post

internettiani dando per scontato che i fatti in questione fossero veri e

cominciando a sostituire la parola " rifugio" con quella più tristemente

famosa di " lager ". Subito dopo hanno inserito i post in alcuni forum

animalisti e siti appositamente creati, ed ecco che il loro gioco ha cominciato

a dar loro i frutti sperati: davanti alla descrizione di eventi artatamente

costruiti per sollecitare la reazione di persone sensibili alla questione dei

diritti degli animali, hanno ottenuto consenso ed adesioni da parte di alcuni

sprovveduti che li hanno inconsapevolmente aiutati ad espandere l'eco del loro

urlo virtuale. E' stato ottenuto cioè, senza la necessità di alcun dato di

fatto tangibile nè di alcuna prova concreta, che il loro scopo di creare

problemi, soprattutto all'immagine del rifugio Parrelli, fosse raggiunto. Ma

tali menti sopraffine sottovalutano il fatto che il loro perverso gioco non

rappresenta certamente una novità ed è seguito e continuamente smascherato da

chi, pur non dando alla cosa molta importanza essendo prioritario soltanto

l'impegno a favore degli animali, certamente non consentirà mai che una realtà

virtuale prevalga sulla verità. Internet infatti, che permette loro di ideare

diaboliche trame persecutorie, ha anche un'altra faccia della medaglia: essendo

alla portata anche di chi li contrasta, porterà sicuramente alla sconfitta

delle loro azioni volpine. Una realtà virtuale non potrà mai sostituirsi alle

forze dell'ordine e ai tribunali che sono gli unici delegati istituzionali per

risolvere le controversie.

Un volontario del rifugio Parrelli



Comitato per la salvaguardia della Cultura europea







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