attività scolastica di chi non segue religione cattolica

03/feb/2010 10.55.02 Comitato bolognese Scuola e Costituzione Contatta l'autore

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Comitato bolognese Scuola e Costituzione
www.scuolaecostituzione.it

Il Dirigente dell’USP Dott. Aiello afferma nella sua nota prot. 1056 del
1/02/10 che il modulo di scelta delle attivit offerte dalle scuole a chi
non segue religione cattolica allegato alla CM 4/10 non ha alcun valore.
Il Comitato Scuola e Costituzione chiede ai Dirigenti scolastici di
consegnare ai genitori il modulo previsto lo scorso anno e non quello
previsto per il 2010/11.

La CM. 4 del 15 gennaio 2010 sulle iscrizioni alla scuola primaria per
l’a.s. 2010/11 interviene a modificare le scelte di opzione offerte dalle
scuole a chi non sceglie di avvalersi dell’insegnamento di religione
cattolica, che sono sempre state in vigore dal 1991.
In particolare l’allegato E contiene solo 2 voci:
A) attivit didattiche individuali o di gruppo con assistenza di personale
docente
B) non frequenza della scuola nelle ore di religione cattolica
E omette la voce “attivit didattiche e formative” che quella largamente
pi richiesta dai genitori e che garantisce attivit di pari dignit di
religione cattolica.

Sulla questione dell’ IRC e delle cd attivit alternative si pronunciata
la Corte Costituzionale con due sentenze ( n.203 del1989 e n.13 del 1991)
ed in particolare con la seconda la Corte ha precisato che l’IRC non in
contrasto con il principio supremo di laicit affermato nella Costituzione
perch (e quindi a condizione) le scuole devono garantire a chi non sceglie
di avvalersi dell’IRC:
a) attivit didattiche e formative;
b) attivit di studio e di ricerca individuali con assistenza di personale
docente;
c) nessuna attivit intesa come libera attivit di studio e/o di ricerca
senza assistenza di personale docente.
d) la non presenza nella scuola.

Le due sentenze della Corte, come noto, sono sentenze "interpretative"
nel senso che hanno dichiarato la legittimit costituzionale dell’IRC
perch le norme applicative del nuovo Concordato devono essere interpretate
ed applicate nel senso sopraindicato.
Tali quattro possibili modi di realizzare quello che la Corte ha definito
lo "stato di non obbligo" non sono quindi rimesse alla discrezionalit
dell’Amministrazione, ma alla libera scelta dei genitori e degli studenti
cui corrisponde l’obbligo delle istituzioni scolastiche di garantirle.
Se l’Amministrazione non garantisce l’esercizio libero e pieno del "non
obbligo" che condizione della piena libert di scelta di avvalersi o meno
dell’IRC viola il principio supremo della laicit.

Condividiamo pertanto il parere del Dott. Aiello sulla necessit di
garantire agli alunni le attivit didattiche e formative previste dalla
stessa circolare.
Ci riserviamo di impugnare ogni decisione diversa delle scuole fino a
sollevare il tema dell’incostituzionalit della CM 4 e del modulo allegato.

Il segretario del Comitato Prof. Bruno Moretto

Bologna 3/02/10

Allegati:

Nota USP Bologna del 1/02/10
Lettera ai Dirigenti scolastici del 2/02/10

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