04/feb/2010 14.03.24 associazione euromediterranea Contatta l'autore

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Il 9 Febbraio ricorre il 161° anniversario della proclamazione della Repubblica

Romana e della promulgazione della prima Costituzione. In quella data, per la

prima volta in Italia, il popolo si diede autonomamente una Costituzione. La

Repubblica Romana, purtroppo, durò solamente cinque mesi: soffocata nel sangue

il 3 luglio 1849, dopo un mese di assedio, dai soldati francesi di Napoleone

III. Pur tuttavia essa fu un evento storico fondamentale e di svolta nelle

lotte risorgimentali per l’unità d’Italia nonché per gettare il seme della

speranza verso la creazione di uno Stato laico, civile e repubblicano.Lungi da

noi l’idea di evocare nostalgicamente una celebrazione che solo un esigua, ma

non estinta, minoranza ancora ricorda ; ma ci sia concesso almeno un confronto

con la situazione attuale.Il Parlamento di quella Repubblica, che si riuniva in

Roma assediata e sotto le cannonate francesi e borboniche, era formato da gente

venuta da tutta l’Italia, personaggi come : Mazzini, Armellini, Saffi,

Garibaldi, Mameli, Dandolo, Masina, Manara, tanto per citare alcuni nomi, ne

facevano parte e purtroppo molti di loro lasciarono la vita per la difesa della

Repubblica. Oggi, a scuola, di tutto ciò si insegna poco o nulla ed è normale

che, raggiunta l’età adulta, si sia poco consapevoli non solo della propria

storia e quindi delle proprie origini, ma anche dei propri diritti e doveri.

Per comodità e per la scarsa inclinazione all’approfondimento, molti

preferiscono dimenticare, denigrare la democrazia e la libertà, per erigersi a

paladini del nuovo dogma : la lotta senza quartiere al “diverso”, l’

ostentazione dei localismi e del fanatismo religioso, il recupero del dialetto

(pur non conoscendo bene l’italiano),condita con la spasmodica caccia all’

occupazione delle posizioni di potere nelle amministrazioni pubbliche sono le

nefaste conseguenze dell’ultimo ventennio. Anche per questo �“ a quasi 150

anni dall’Unità d’Italia �“ non va dimenticato lo spirito della Repubblica

Romana ed i principi mazziniani che in essa trionfarono. Principi ancor più

attuali oggi di ieri: democrazia, emancipazione, comprensione del “diverso”,

fratellanza in quanto riconoscimento del principio universale del “siamo tutti

nella stessa barca” e fonte di un’unica origine



Marco Baratto

Paolo Cipriani



Comitato Promotore Associazione Mazziniana Italiana Lodi







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