No allo scipero dei migranti: La comunit_ rumena non deve farsi coinvolgere in questa manifestazione NO ALLO SCIOPERO DEI MIGRANTI La comunità rumena non deve farsi coinvolgere in un azione che invece di difendere i diritti può solo creare un ghetto nel quale rinchiuderci Come consigliere del Presidente del Senato Rumeno, sento il dovere di invitare la comunità rumena in Italia, a non aderire allo sciopero dei migranti, previsto per il prossimo 1 marzo.

15/feb/2010 12.46.48 associazione euromediterranea Contatta l'autore

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NO ALLO SCIOPERO DEI MIGRANTI







La comunità rumena non deve farsi coinvolgere in un azione che invece di

difendere i diritti può solo creare un ghetto nel quale rinchiuderci







Come consigliere del Presidente del Senato Rumeno, sento il dovere di invitare

la comunità rumena in Italia, a non aderire allo sciopero dei migranti,

previsto per il prossimo 1 marzo. La Costituzione Italiana , garantisce ad

ogni lavoratore il diritto di sciopero, ed ogni lavoratore è libero di

esprimere la richiesta dei propri diritti anche tramite questa forma di

lotta. Sono però altrettanto sicuro che, aderire ad una forma di protesta

come questa, sia un danno per la nostra comunità . Infatti , per usare le

parole del Ministro Maroni , dopo i tremendi fatti di via Padova a Milano, è

giunto il momento di “lavorare tutti insieme “ e di evitare il rischio di

creare nuovi ghetti, nuove situazioni di auto isolamento. Sono consapevole che

anche la nostra comunità avrebbe motivo di esprimere le proprie ragioni, di

denunciare le situazioni di sfruttamento e di chiedere più controllo nel mondo

del lavoro. In quanto cittadini europei, siamo chiamati ad maggiore

responsabilità e a far valere le nostre giuste ragioni all’interno e con gli

strumenti dell’ordinamento italiano, al fianco e con i lavoratori italiani come

anche sottolineato dalla presa di posizione delle maggiori confederazioni

sindacali italiane. La nostra comunità è espressione, al pari di quella

italiana, di un popolo di lavoratori, di una cultura del “fare” e dell’

intraprendere, come dimostrato dalle oltre 25.000 partite iva aperte fino al

2009 da cittadini rumeni. Non partecipare a questo sciopero, non significa non

lottare per i propri diritti e per quelli dei propri figli ma, invece

sottolineare il nostro rifiuto verso ogni forma di ghettizzazione e esclusio!

ne dal t essuto sociale italiano, dimostrando, per usare le parole del Pres!

idente d ella Camera On. Fini , che non vogliamo rifugiarci “in identità

pregresse formando ghetti di autoesclusione' ma aprirci al tessuto sociale,

economico e produttivo dell’Italia”.







Marian Mocanu



Consigliere Onorario del Presidente del Senato Rumeno







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