RANDAGISMO, LOMBARDIA CHIUDE LEGISLATURA SENZA PIANO

RANDAGISMO, LOMBARDIA CHIUDE LEGISLATURA SENZA PIANO LA LOMBARDIA CHIUDE LA LEGISLATURA SENZA IL VARO DEL PIANO RANDAGISMO La delusione di ANMVI Lombardia: il Piano triennale per il randagismo era pronto e i fondi già stanziati da quasi vent'anni.

19/feb/2010 14.22.01 ANMVI Contatta l'autore

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LA LOMBARDIA CHIUDE LA LEGISLATURA
SENZA IL VARO DEL PIANO RANDAGISMO

La delusione di ANMVI Lombardia: il Piano triennale per il randagismo era pronto e i fondi già stanziati da quasi vent'anni.
Emanuele Minetti (Consulta regionale randagismo): “L'approvazione del Piano, senza modifiche, sia il primo atto della prossima Legislatura”


(Cremona, 19 febbraio 2010) - La Regione Lombardia chiude la Legislatura senza varare il Piano triennale per la prevenzione del randagismo e la tutela degli animali d’affezione. E lascia bloccati i 6 milioni di euro già stanziati allo scopo dal 1991.

Per la terza volta consecutiva, ieri, nella III Commissione Consiliare Sanità è infatti mancato il numero legale per l’approvazione del Piano, benché l’iter fosse ormai molto avanzato e fosse già da tempo disponibile il parere favorevole della Consulta regionale del randagismo, l’organismo consultivo istituito dalla Legge regionale 33/2009.

Emanuele Minetti, Vice Presidente di ANMVI Lombardia e componente della Consulta esprime “delusione per il mancato rispetto dei tempi di approvazione di un provvedimento sul quale i medici veterinari hanno impegnato molte energie e nel quale hanno creduto molto. Il nostro lavoro in Consulta- prosegue Minetti-  aveva individuato come prioritari gli interventi sull' educazione sanitaria e zoofila, il controllo demografico della popolazione animale e la prevenzione del randagismo, prevedendo di non disperdere le risorse economiche stanziate per il risanamento e la costruzione dei canili”.

Secondo i dati dell’Anagrafe Canina Regionale, ogni anno entrano nei rifugi lombardi oltre 11.000 cani (il 46% dei quali smarriti e restituiti ai rispettivi proprietari; il 38% va in adozione; e il restante 16% va ad incrementare la popolazione degli oltre 5.000 cani già presenti nei canili. La Regione Lombardia, che ha dato attuazione solo nel 2006 alle norme nazionali sul randagismo del lontano 1991, con l’adozione del Piano avrebbe completato il quadro degli interventi di prevenzione e si sarebbe posta su un piano di avanguardia  nazionale.

“Ora- è la conclusione del Vice Presidente di ANMVI Lombardia- chiediamo che l’approvazione del Piano, senza modifiche,  sia al primo punto della  prossima Legislatura regionale, altrimenti si vanificheranno  gli sforzi fatti in questi ultimi anni per dotare la nostra Regione di una politica efficace e non ritardataria”.


Ufficio Stampa ANMVI
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