cs- Marelli: “un richiamo forte dell’Unione europea all’Italia perché rispetti l'impegno dello 0,7% del Pil”

21/apr/2010 15.23.29 Volontari nel mondo - Focsiv Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

 

Marelli: “un richiamo forte dell’Unione europea all’Italia

perché rispetti l'impegno dello 0,7% del Pil”

 

Roma, 21 aprile 2010. “Dobbiamo raggiungere gli Obiettivi di sviluppo del millennio a New York”. Sono le parole del commissario europeo allo Sviluppo, Andris Piebalgs, pronunciate nell’ambito della conferenza stampa tenuta questa mattina a Bruxelles proprio sugli MDGs.

Una dichiarazione alla quale “esprimiamo pieno sostegno” dice Sergio Marelli, Segretario generale della FOCSIV, il quale condivide anche la valutazione del commissario europeo che “per raggiungere questi obiettivi – come ha sottolineato a più riprese Piebalgs – è necessario che tutti gli Stati europei mantengano l’impegno assunto dello 0,7% del Pil alla cooperazione allo sviluppo entro il 2015”.

Nonostante l’Unione europea, ad oggi, sia il maggior donatore con 49 miliardi di euro nel 2009 e 55 miliardi previsti per il 2010 (ovvero lo 0,42% del Pil contro lo 0,56% che l’UE aveva previsto), per arrivare allo 0,7% entro il 2015 mancano altri 9 miliardi di euro all’anno. Questo cosa significa per ogni Stato membro? “Veramente non si tratta di grandi somme – ha detto Piebalgs -. E’ questione di volontà politica. Ne va della credibilità degli Stati e dell’UE”.

Al riguardo, dichiara Marelli “non possiamo che enfatizzare quanto affermato dal commissario europeo e ricordare le parole di Piebalgs all’Italia, tra gli Stati membri che di certo non brillano per risultati in materia di finanziamenti alla cooperazione allo sviluppo”.

L’obiettivo dello 0,7% del Pil, riconosciuto e ribadito “necessario”, è tuttavia “da solo insufficiente” ha spiegato Pielbalgs, ponendo l’attenzione sulla necessità di ricorrere a risorse aggiuntive come lo sviluppo di meccanismi innovativi di tassazione. Affinché l’aiuto non sia perenne, per il commissario europeo, bisogna mettere gli Stati dei Paesi in via di sviluppo nelle condizioni di strutturare sistemi fiscali efficaci per mobilitare risorse nazionali che possano essere reinvestite in programmi di sviluppo e meccanismi efficaci di lotta ai paradisi fiscali e ai flussi illeciti di denaro. Per comprendere la portata della questione basti pensare che oggi per ogni euro donato nei Paesi del nord del mondo ne rientrano sette, attraverso vie illegali.

“Ecco perché ancora una volta ribadiamo la nostra richiesta al governo italiano di portare avanti la nostra proposta di introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie contro i paradisi fiscali” conclude Marelli.

 

 

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