PRO-MEMORIA PER L'ASSESSORE CROPPI

PRO-MEMORIA PER L'ASSESSORE CROPPI PRO-MEMORIA PER L'ASSESSORE CROPPI Ripubblichiamo una poesia del noto poeta-scrittore albanese Visar Zhiti dove si possono evincere chiaramente i motivi per cui è necessaria la sostituzione della targa che indica un museo della pasta nel palazzo Scanderbeg di Roma, con un'insegna che ricordi perennemente le gesta dell'eroe albanese ed europeo.

09/mag/2010 14.15.02 comitato per la salvaguardia della cultura europea Contatta l'autore

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PRO-MEMORIA PER L'ASSESSORE CROPPI

Ripubblichiamo una poesia del noto poeta-scrittore albanese Visar Zhiti dove
si possono evincere chiaramente i motivi per cui è necessaria la sostituzione
della targa che indica un museo della pasta nel palazzo Scanderbeg di Roma, con
un'insegna che ricordi perennemente le gesta dell'eroe albanese ed europeo.
Ricordiamo all'assessore Croppi, ancora una volta, che nella casa romana di
Giorgio Castriota Scanderbeg è conservata parte della memoria storica e
dell'identità stessa del popolo albanese e che il suo comportamento di
colpevole assenza non è degno di un uomo che ha responsabilità in ambito
culturale.

RITORNO DEL FANTASMA
DI GIORGIO CASTRIOTA SCANDERBEG
NEL SUO PALAZZO A ROMA

( al mio amico siciliano Costanzo D'Agostino )

Mi affretto. Poco dopo arriva Scanderbeg.
Mi dici che questo muro è il tempo trasformato in pietra.
Lo so, ma reggiti,se vuoi, qui, in un canto di un evento,
e aspetta per vedere il Grande Combattente.
Uscirà dal Medioevo come da un bassorilievo...
Ascolta, le finestre di questa casa sono occhi, insisti,
per vedere anche quanto non si vede.
La porta somiglia a una bocca, che sussurra in silenzio il non detto.
È casa della memoria questa, ti dico.
Abbiamo fatto le braccia spade, e le trecce delle donne corde per gli archi,
cantavano i miei avi.
Abbiamo difeso l' Europa, gridiamo.
Ogni nostro morto è risorto in una pittura del Rinascimento, nelle statue...
Sotto i miei piedi pena una pietra, un tempo era parola... Calma!
Sta arrivando l'ombra di Scanderbeg da questo vicolo,
che porta il suo nome,
perchè a volte non si sopporta che tu non ti distacchi
dalla storia, proprio perché sei un combattente.
Si ferma un po' alla celebre Fontana di Trevi.
Gorgogliano le acque come il sangue delle battaglie.
La Città Eterna non è poi cambiata tanto, nemmeno la gente.
Sono solo diminuiti i cavalli, sono rimaste alcune carrozzelle
per i turisti e di automobili ce ne sono molte,
carovane senza fine come se andassero in un nuovo attacco.
Il cielo è lo stesso, con aerei frequenti,
non solo per le divinità, ma per tutti.
È stato dichiarato l'armistizio necessario e c'è l' Unione Europea,
vogliono entrarvi anche i turchi.
Guarda, se lo vuoi, in internet, il caffè
vicino ha anch'esso il tuo nome.
Il computer più piccolo di uno scudo .
I fantasmi dei tuoi commilitoni si mettono in fila come in una imboscata.
Fummo sconfitti tutti e tutti fummo vincitori.
Così
sembra.
E Scanderbeg va nel Suo Palazzo. Lo seguiamo, io e un mio amico siciliano.
Le porte si aprono da sole. Si accendono i candelabri, il fuoco del camino.
La falce lunare come le corna di capra del suo elmo, rifugiati fra le
nuvole...
Cosa vuoi dire alla gente, mio Signore, alla sera dell'Europa,
dalla finestra di questo Palazzo che Roma ancora conserva per te?
Rimbombano i tuoni, si scatenano saette fiammeggianti di fulmini
e incomincia la pioggia mitica come la tua barba bagnata.
Scendono previsioni, anime dal cielo, pezzi di battaglie anche future.
Improvvisamente si spacca la terra e tu vi sprofondi,
diventi parte del magma e dei terremoti e vieni in superficie
con il fuoco dei vulcani.
Così la terra è a posto.

Comitato per la salvaguardia della Cultura europea


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