Cambiamenti climatici. FOCSIV: i piani dell'Unione Eur opea sono nella giusta direzione

At present, 17 development and humanitarian aid organisations, based in 15 European countries, cooperate through APRODEV. www.aprodev.net CIDSE is an international alliance of Catholic development agencies.

26/mag/2010 17.27.58 Volontari nel mondo - Focsiv Contatta l'autore

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COMUNICATO STAMPA

 

Cambiamenti climatici. FOCSIV: i piani dell’Unione Europea sono nella giusta direzione

 

Roma, 26 maggio 2010. Le agenzie di sviluppo europee APRODEV e CIDSE (di cui FOCSIV è il membro italiano) accolgono positivamente le posizioni che avanza oggi la Commissione Europea affinché l’UE aumenti i propri impegni sulle riduzioni di emissioni di gas a effetto serra al 30% entro il 2020. APRODEV e CIDSE affermano che la Comunicazione “Sbloccare il potenziale dell’Europa verso un rinnovamento ed una crescita pulita” scredita le argomentazioni sugli impatti negativi dei target ambiziosi sulle riduzioni. CIDSE e APRODEV sostengono gli stati membri dell’UE affinché trovino un accordo nell’aumentare il loro target comunitario dal 20% al 30% entro il 2020.

La Comunicazione mostra che un target più ambizioso della riduzione dei gas ad effetto serra è oggi significativamente meno costoso di come era stato stimato precedentemente e che ci sono importanti benefici nello stabilire riduzioni più alte, incluse nuove opportunità di lavoro, sicurezza energetica e costi ridotti per il controllo dell’inquinamento e per la sanità contro il “mito” che ambiziose riduzioni delle emissioni nuocerebbero all’economia e non sarebbero positive per il lavoro e per le popolazioni.

“Questa comunicazione è un passo importante per cambiare la direzione del dibattito in Europa - dice Sergio Marelli, Segretario Generale di FOCSIV membro italiano di CIDSE -. I cittadini europei sono sempre più consapevoli che l’azione sui cambiamenti climatici è molto di più che una questione economica, è una questione di solidarietà globale e sottolinea la necessità di abbandonare quegli stili di vita che hanno impatti devastanti sulle popolazioni dei paesi poveri”.

Le emissioni di carbonio dei paesi industrializzati hanno già avuto significative conseguenze dal punto di vista umano e ambientale nei paesi in via di sviluppo, anche se hanno contribuito poco al problema globale. Se si permetterà che la temperatura media globale aumenti di 2 gradi o più, è stimato che circa 250 milioni di persone povere dovrà abbandonare le proprie case, il numero di persone che soffrono la fame aumenterà di circa 30 milioni e da uno a tre miliardi di persone soffrirà per mancanza di acqua.

“Per ogni anno che continuiamo a contare sui carburanti fossili, riduciamo le capacità dei paesi poveri di svilupparsi. Ridurre le emissioni di carbonio in Europa non è solo una cosa da fare ma è anche un imperativo morale”, dice Rob van Drimmelen, Segretario Generale di APRODEV.

Ecco perché “chiediamo agli Stati membri, innanzitutto all’Italia, e alla Commissione di lavorare insieme verso un accordo sull’aumento degli impegni europei per la riduzione delle emissioni dal 20% al 30% entro il 2020 (basandosi sui livelli del 1990). Questo sarebbe un primo passo verso riduzioni ancora più ambiziose per i paesi industrializzati se vogliamo impedire le conseguenze più gravi del cambiamento climatico” conclude Marelli.

 

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