SIVELP/ANMVI modi diversi di rappresentare i Veterinari.

17/lug/2010 11.55.40 S.I.Ve.L.P. Sindacato Vet. Liberi Professionisti Contatta l'autore

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        Il Medico Veterinario libero professionista che opera in Italia ha da decenni un'associazione di categoria che ne difende le peculiarità. Si tratta del SIVeLP, Sindacato Italiano Veterinari Liberi Professionisti, rappresentanza di interessi legittimi, apartitica e apolitica, autofinanziata dagli iscritti e da proprie iniziative, in totale trasparenza.

  Vi è poi E.V. Soc. cons. a r.l.  che gestisce SCIVAC - Società Culturale Italiana Veterinari per Animali da Compagnia-ed un sistema di altre società collegate. Tali società risultano federate in ANMVI Associazione Nazionale Italiana Veterinari. L'iscrizione , anche se gratuita, ad una qualunque di queste società culturali o scientifiche, comporta la delega automatica e non sindacabile della rappresentanza politica all'ANMVI, espressa da una frase nel modulo di iscrizione. E.V. Soc. cons. a r.l. promuove con azioni di marketing l'interesse per le società scientifiche e -quindi- per il loro organo politico.

Questi chiarimenti derivano dal fatto che ANMVI, con un editoriale a fine giugno su una propria pubblicazione, ha pesantemente attaccato il SIVeLP, come se il Sindacato si presentasse con numeri “truccati”e obbligandoci, con il malincuore di chi ha sempre cercato di evitare le polemiche sterili nella Categoria che rappresenta, a rispondere alle gravi illazioni.

        Lasciamo da parte lo stupore per l’invito al segretario del SIVeMP (SINDACATO VETERINARI DI MEDICINA PUBBLICA) al recente Congresso Nazionale SIVELP, invito che invece a nostro avviso era addirittura dovuto in ragione di fondamentali regole di civiltà e di disponibilità al trasparente confronto tra chi lavora nello stesso campo, atteggiamento incomprensibile per chi invece di interloquire con altre parti, manifesta il più delle volte il disegno di sostituirle.
L` anonimo articolista sembra proprio aver mal compreso la nostra realtà sindacale quando sostiene che il meccanismo della federazione di ANMVI sia lo stesso che ha fatto partecipare alla Segreteria Nazionale del SIVeLP altre realtà veterinarie come Omnivet, Assovet, Unisvet, AIVPA, Performat.
E’ noto che il funzionamento di ANMVI si fonda sulla discesa dall’alto della volontà c.d. associativa, senza che esistano né una vera democrazia né meccanismi a salvaguardia della stessa.
Al Congresso di Montecatini -costitutivo di ANMVI- e citato dall’anonimo, non vi fu alcun plebiscito di adesione, ma solo la comunicazione di una decisione: le società entrano in ANMVI. Punto!
Ben sappiamo che ANMVI è fortemente centralizzata: proprio questo aspetto ha favorito -se non addirittura promosso- la nascita di diverse realtà associative fra cui si è creato un atteggiamento di reciproca stima e, per certe tematiche professionali, di collaborazione.
La stima e la collaborazione, come espressamente chiarito sul sito Sivelp nell`editoriale del primo giugno-in tempi non sospetti- , non hanno portato e non intendono portare alla lievitazione dei numeri: nessuno afferma (né può affermare) ad es. che un iscritto a società culturali o scientifiche è automaticamente iscritto al Sivelp o viceversa.

Le regole statutarie lo vietano. Infatti, l'iscrizione al Sindacato presuppone un atto di chiara volontà diretta del singolo professionista: non vogliamo iscritti ignari e/o inconsapevoli o, peggio ancora, di fatto impossibilitati a scegliere. A nostro avviso, l’interesse scientifico non può sorreggere, né direttamente né indirettamente, l’iscrizione ad un’associazione con finalità di rappresentanza politica o sindacale.
Crediamo che la volontarietà dell’adesione e la trasparenza dei meccanismi di funzionamento dell’associazione siano un valore fondante e da cui gli Interlocutori Istituzionali non possono prescindere.

 E’ evidente che questi ultimi hanno strumenti per apprezzare e valutare la rappresentatività di un’iscrizione, rappresentatività che non può essere riconosciuta alla sottoscrizione di un modulo per adesione a tutt'altro.
E’ a tutti chiaro che nessun Sindacato si presenterebbe con iscrizioni raccolte nelle tessere di socio delle catene di supermercati, ma soprattutto che nessuna Istituzione darebbe serio credito ad un simile sistema di reclutamento (o meglio, iscrizione).
Abbiamo spesso constatato dal nostro punto di vista, che ANMVI tende a ritenere il confronto, le votazioni, la mediazione, delle perdite di tempo. Inoltre, spesso, ha assunto posizioni che, a nostro avviso e di difficile smentita, si possono definire di monopolio o (quantomeno) di volontà di monopolio.
E’ anche chiara la tendenza da parte di ANMVI –nonostante quanto sopra- a volersi presentare come unica rappresentante e unica realtà della veterinaria: tale tendenza si è manifestata più volte e in diversi contesti.
Questi aspetti hanno destato in noi perplessità e sospetto, forse condivisi anche da altri eccellenti Colleghi che hanno trovato nel Sindacato un interlocutore credibile e affidabile.
Il processo di conoscenza ed interazione non è stato e non è semplice: ha richiesto e richiede un certo impegno, dovendo superare le comprensibili diffidenze iniziali, dovendo capire le altrui posizioni e ragioni, prima di poterle condividere e fare nostre.
A tal fine abbiamo fatto quello che, secondo noi, dovrebbe fare qualunque associazione o istituzione che intende rappresentare una categoria: ci siamo incontrati, abbiamo parlato e ci siamo confrontati.
Non ci risulta che in tanti anni ANMVI abbia mai fatto ciò in modo efficace.
Diciamola tutta: ANMVI ha espresso in questi anni una forza economica, organizzativa, strutturale,di livello spaventoso. Vi sono alla base quote associative o queste risorse attengono ad altre sinergie economiche? Si può parlare di vera forza rappresentativa di una sola categoria professionale nel suo insieme?
Se consideriamo i risultati concreti (quelli per la Categoria, non quelli privati) raggiunti in tutti questi anni, possiamo fare nostra la frase di Josè Mourinho. "Zeru Tituli". Ricordiamo che lui la diceva constatando che altre squadre del campionato, che pur avevano speso cifre enormi, alla fine non avrebbero vinto nessun titolo.
L'elenco dei pasticci, delle confusioni, dei progetti mancati e secondo noi qualche volta anche raffazzonati, prodotti dalla veterinaria italiana in questi ultimi 10 anni, 10 anni appunto dominati, non diciamo rovinati, dalla presenza di ANMVI, è infinito.
Andiamo dalle strutture veterinarie, all'ECM, all'articolo 81, alla normativa sul farmaco, alla (mancata) riforma degli Ordini, alle buone pratiche veterinarie, agli infermieri veterinari poi divenuti ausiliari, ai Livelli Essenziali di assistenza in Veterinaria. tutte cose confuse, su cui abbiamo avuto interpretazioni, pasticci, marce indietro, ed alla fine niente di fatto.
Tutte cose che ANMVI sosteneva, proclamava, roboava. Ma alla fine, appunto, “zeru tituli”! E ci vien da dire che non ne siamo nemmeno contenti. Ne abbiamo patito tutti.

Mentre il Sindacato continuava a sostenere la necessità di separare l'attività dei dipendenti del Sistema Sanitario Nazionale, a garanzia della serietà dei controlli e quindi dei consumatori, per evitare la sovrapposizione controllore-controllato, (vedi l'articolo La Veterinaria e le agevolazioni alla libertà d'impresa, su comunicati.net del 6 giugno 2010), lo stesso ricorso di ANMVI contro il lavoro dei dipendenti in Lombardia ha determinato una sentenza di sconfitta al TAR che ha riconosciuto ad ANMVI “zeru tituli” a rappresentare gli interessi della libera professione. Speriamo si siano capite bene le ragioni e le possibili conseguenze di un eventuale pronunciamento negativo da parte del Consiglio di Stato.
Lotta meritoria, se si traduce in un risultato e non resta uno slogan, ma che senso può avere se, parallelamente, si sostiene il doppio lavoro con il contratto degli ambulatoriali?
Noi abbiamo fatto diversamente.
La nostra forza proviene dalle proposte, dal confronto, dalla condivisione e dalla conseguente rappresentatività, non con delega in bianco, ma per singole tematiche concordate.
Siamo fieri del nostro metodo democratico e pluralista, nato per volontà dei singoli e strada facendo, senza accordi di palazzo. Viva le differenze!

Dr. Angelo Troi - Segretario

 

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