ESERCITO CONTRO I RANDAGI?

Riguardo alla re-immissione nell'ambiente il SIVeLP ricorda che l'esperienza delle colonie feline, con gatti sterilizzati e nuovamente liberati non ha contribuito a ridurre il fenomeno ma, piuttosto, costituisce un alibi per nuovi abbandoni, nella convinzione -errata- che gli animali abbandonati sopravviveranno comunque.

27/ago/2010 18.22.29 S.I.Ve.L.P. Sindacato Vet. Liberi Professionisti Contatta l'autore

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ESERCITO CONTRO I RANDAGI?
Comunicato SIVeLP
Se gli animalisti di AIDAA propongono l'intervento dei Veterinari dell'Esercito per fronteggiare il fenomeno del randagismo nel Sud, il Sindacato dei Veterinari Liberi Professionisti (SIVeLP), ricorda che il loro numero attuale è di poche decine, per lo più senza esperienza diretta in clinica e chirurgia dei piccoli animali. Ci sono viceversa quasi 20.000 veterinari liberi professionisti in Italia, attrezzati e preparati, che potrebbero intervenire con competenza, a costi decisamente più favorevoli di quelli dei dipendenti pubblici. Ricordiamo che parliamo di spese a carico dei cittadini. Riguardo alla re-immissione nell'ambiente il SIVeLP ricorda che l'esperienza delle colonie feline, con gatti sterilizzati e nuovamente liberati non ha contribuito a ridurre il fenomeno ma, piuttosto, costituisce un alibi per nuovi abbandoni, nella convinzione -errata- che  gli animali abbandonati sopravviveranno comunque. Viceversa la loro presenza nell'ambiente non urbano, siano cani o gatti, costituisce uno squilibrio nei confronti di specie più deboli, cacciate senza i limiti che si impone l'animale selvatico. Sono un rischio per la pubblica incolumità, con incidenti e aggressioni contro le quali nulla può la sterilizzazione ed infine rappresentano una concreta minaccia alla salute, come testimoniano i 9 casi di rabbia felina certificati recentemente, nell'impossibilità pratica di fornire  adeguata copertura vaccinale ad animali vaganti.

Sivelp suggerisce cautela anche nel riportare notizia di presunti traffici di animali destinati alla vivisezione verso altri Stati. Si tratta di Paesi -quelli citati- con una cultura dell'animale da compagnia ben radicata ed equilibrata, e viene difficile pensare che tollerino simili nefandezze.
Continuiamo a proporre la linea della responsabilità del proprietario, cui l'animale deve poter essere ricondotto in qualsiasi momento; ma  senza controlli, nulla lege.
Ribadiamo l'estrema difficoltà nel dare in adozione -senza incidenti- animali che da mesi siano ricoverati nei canili .
In sostanza, le semplici regole che, nella maggior parte dei Paesi Europei, senza cani di quartiere, vaganti o in colonie, rende piacevole e costruttiva la convivenza con gli animali da compagnia.

Dr. Angelo Troi - SIVELP

 Sindacato Italiano Veterinari Liberi Professionisti

Tel. 800 126462

info@sivelp.it

 
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