MORTE DEL CANE, DANNO MORALE NON SEMPRE QUANTIFICABILE

MORTE DEL CANE, DANNO MORALE NON SEMPRE QUANTIFICABILE DECESSO DEL CANE, IL DANNO MORALE NON E' SEMPRE QUANTIFICABILE ANMVI: Il Tribunale Civile di Milano ha riconosciuto la colpa professionale dei veterinari.

15/set/2010 16.20.40 ANMVI Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

DECESSO DEL CANE, IL DANNO MORALE NON E’ SEMPRE QUANTIFICABILE

ANMVI: Il Tribunale Civile di Milano ha riconosciuto la colpa professionale dei veterinari. Sbagliato dunque parlare di impunità.

 

(Cremona, 15 settembre 2010) - L’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI) commenta la decisione del  Tribunale Civile di Milano che non ha riconosciuto il danno morale al proprietario di un cane.

 

L’Associazione fa innanzitutto notare che la sentenza riconosce la colpa professionale dei medici veterinari curanti e non è quindi esatto affermare che la negligenza professionale rimanga impunita o che non esista nel vigente ordinamento, deontologico e normativo, la possibilità per il proprietario di un animale da compagnia di ottenere soddisfazione dalla giustizia nei confronti di comportamenti professionali di comprovata responsabilità.

 

Quanto al danno morale, la decisione del Giudice va messa in stretta relazione alla sentenza della Cassazione Civile del 21 giugno 2007. “In quella sentenza si pone un problema di quantificazione del danno morale- dichiara Marco Melosi, Vice Presidente dell’ANMVI. “La giurisprudenza afferma che l’apprezzamento del danno e quindi la quantificazione di una somma risarcitoria – conclude -  non possono essere arbitrari e generici, diversamente si confonde con un valore mercantile quello che si pretendeva di difendere come valore esistenziale”.

 

Ufficio Stampa ANMVI

0372/40.35.47

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl