FUORI IL CAVALLO DAL REDDITOMETRO

FUORI IL CAVALLO DAL REDDITOMETRO I VETERINARI DEGLI EQUINI: VIA IL CAVALLO DAL NUOVO REDDITOMETRO Il cavallo è nel mirino del Fisco che, in Piemonte, sta facendo accertamenti sui proprietari.

24/set/2010 19.13.18 ANMVI Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

I VETERINARI DEGLI EQUINI:  VIA IL CAVALLO DAL NUOVO REDDITOMETRO

Il cavallo è nel mirino del Fisco che, in Piemonte, sta facendo accertamenti sui proprietari.

ANMVI E SIVE a Tremonti, Galan e Martini: una sconfitta per la tutela degli equidi, il cavallo esca dal nuovo redditometro.

 

 

(Cremona 24 settembre 2010) – I veterinari dell’ANMVI e della SIVE contro il redditometro: la Società Italiana Veterinari per Equini (SIVE) ha ricevuto numerose segnalazioni riguardanti  proprietari di cavalli, soprattutto piemontesi, sui quali il Fisco sta conducendo accertamenti fiscali. In una lettera inviata ai Ministri Tremonti e Galan e al Sottosegretario Francesca Martini, l’Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani (ANMVI) e la SIVE parlano di “sconfitta per la tutela degli equidi” e chiedono che il cavallo sia tolto dagli indicatori nel nuovo redditometro in preparazione all’Agenzia delle Entrate.

 

Anacronistico status del cavallo

 

Il  redditometro considera il cavallo, al pari di uno yacht, fra  gli "elementi denotanti una capacità contributiva significativamente superiore a quella espressa dai detti redditi dichiarati”. Questo vale, indifferentemente, per i cavalli mantenuti in proprio e per quelli in pensione, e senza tenere in nessuna considerazione la differenza fra il cavallo da reddito e  il cavallo che svolge una funzione socialmente rilevante quando è d’affezione o da riabilitazione (ippoterapia). Spesso il proprietario possiede  cavalli che non fanno gare, non sono destinati alla macellazione, non producono alcun reddito, semmai richiedono assistenza e cure per le quali si rinuncia ad altre spese, mettendo al primo posto il bene del cavallo. Il redditometro cade in errore  anche dove considera il mantenimento di un cavallo a fine carriera, malato o solo da diporto, molto più oneroso di quello che in realtà è per chi lo detiene a casa propria e quindi presume un reddito superiore a quello dichiarato.

A rischio la tutela del cavallo

 

 “E’ come misurare il reddito in base al numero di figli- dichiara il Presidente della SIVE Marco Livini- che confida in un ripensamento dell’Agenzia delle Entrate durante l’elaborazione del nuovo redditometro in base al Dl 78 del 2010. “L’Agenzia delle Entrate – prosegue Livini- è rimasta ferma ad una anacronistica visione del cavallo, il cui possesso non è più da tempo indice di un tenore di vita superiore, si consideri ad esempio la detenzione dei cavalli malati o sotto osservazione veterinaria”.

 

Il Presidente della SIVE fa l’esempio dei cavalli sieropositivi all’anemia infettiva equina- tutelati nel loro benessere da un’ordinanza entrata in vigore proprio il 16 settembre e che denota l’importanza che il Ministero della Salute attribuisce alla salvaguardia del benessere animale.

 “Considerare il cavallo un indicatore di reddito- aggiunge la SIVE- disincentiva il possesso del cavallo, rischia di incoraggiare l’abbattimento e depotenzia gli sforzi dell’Europa e dell’Italia per la creazione di una anagrafe equina basata sull’identificazione certa del cavallo.

 

Dati incompleti, controlli iniqui, colpiti i proprietari in regola

 

Un’altra critica al redditometro è che porta il Fisco a condurre verifiche inique, perché non si conosce nella sua esattezza il patrimonio equino nazionale. Non a caso l’ISTAT da ottobre farà partire un censimento per stimare la consistenza zootecnica delle imprese agricole: dato che l’anagrafe equina italiana non è completa e i cavalli registrati e presenti nella Banca Dati gestita dall’Unire non sono aggiornati alla totalità della popolazione equina, il Fisco si rivolge paradossalmente solo ai proprietari in regola.

 

In questo modo- fa notare la SIVE- si finisce per colpire proprio quei proprietari che hanno rispettato la legge e identificato il proprio animale come richiesto dall’Europa e dalle norme di sanità e prevenzione veterinaria nazionali.  Non a caso il Consiglio dei Ministri proprio oggi discute le sanzioni per le violazioni al regolamento europeo sull’identificazione degli equidi. Il redditometro punisce proprio la regolarizzazione della proprietà del cavallo.

 

Addio rilancio dell’ippica

 

Con la svalutazione del cavallo a indicatore di reddito, se ne vanno in fumo anche le strategie di rilancio dell’ippica nazionale e dell’equitazione, un settore in crisi irreversibile se non verrà rimesso al centro delle manifestazioni il rapporto secolare che l’uomo ha con il cavallo e l’importanza di assicurare detenzione, cure e assistenza adeguate agli equidi.

 

Ufficio Stampa ANMVI

Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani

0372/40.35.47

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl