IL MOVIMENTO “EUROPEI PER L’ITALIA” ESPRIME LA PROPRIA SOLIDARIETA’ AI LAVORATORI ITALI ANI E RUMENI DEL CANTON TICINO

29/set/2010 16.15.09 associazione euromediterranea Contatta l'autore

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IL MOVIMENTO “EUROPEI PER L’ITALIA” ESPRIME LA PROPRIA SOLIDARIETA’ AI
LAVORATORI ITALIANI E RUMENI DEL CANTON TICINO



La Svizzera rimanga la terra della libertà e dell’accoglienza dove non trovano
cittadinanza le ideologie xenofobe e razziste.



In questi giorni nel Canton Ticino sono stati affissi dei manifesti che
ritraggono i frontalieri italiani e i lavoratori rumeni come dei topi accusati,
da un anonimo committente, di rubare il lavoro ai residenti. Un iniziativa
certamente discutibile , visto che l’accostamento fu già usato , nei confronti
di altri popoli , nei periodi più bui della seconda guerra mondiale. Questa
campagna è oltremodo triste , soprattutto se si tiene conto dell’apporto dato
alla crescita economica del Cantone dai quasi 45.000 frontalieri italiani e
dalla comunità rumena presente nel Cantone. Un Cantone , quello ticinese, che
più di tutti vanta rapporti con l’Italia e la Lombardia in particolare , basti
solo ricordare la simpatie più volte dimostrata dai liberali ticinesi al
movimento risorgimentale italiano , una simpatia che venne ripagata dall’Impero
d’Austria con il rimpatrio forzato di 6.200 cittadini ticinesi che
soggiornavano nel Regno Lombardo- Veneto . Oppure all’ospitalità offerta da
quelle terre al grande pensatore Carlo Cattaneo , la cui visione federalista
per l’Italia era ispirata proprio al modello elvetico. E’ triste quindi! ,
vedere come in una terra nota per l’amore verso la libertà e per l’ospitalità,
possano attecchire idee estranee alla propria tradizione. Il Movimento “Europei
per l’Italia” non può che essere vicino , a tutti i lavoratori europei
(italiani, rumeni, polacchi ,ecc ) che ogni giorno con il sudore della propria
fronte, o con l’opera dell’ingenio portano un contributo fondamentale alla
crescita economica del Canton Ticino e alla Svizzera in generale come del resto
anche ricordato dal comunicato di condanna del Consiglio di Stato del Cantone
Elvetico in una nota del 28 Settembre 2010. Gli stereotipi e le
generalizzazioni di massa non favoriscono il dialogo e soprattutto possono
essere l’inizio di una cultura xenofoba che l’umanità, nel corso della storia ,
purtroppo ha già sperimentato e che speravamo fossero solamente un ricordo .


Rag. Ovidiu Morozan �“ Delegato Italia Settentrionale del Circolo Europei per l’
Italia
Dott. Marco Baratto - Consulente Scientifico del Circolo Europei per l’
Italia



www.europeiperlitalia.it




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