comunicato stampa

02/nov/2010 12.15.02 il popolo della legalità Contatta l'autore

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PALERMO-STATO-MAFIA-MORALITA’-LEGALITA’-ISTITUZIONI

“ORA HO L’OBBLIGO DI DENUNCIARE”

 

SALVATORE DE MAIO APPARTENENTE ALL’ARMA DEI CARABINIERI REDUCE AGGUATO ARMATO COSA NOSTRA.

 

“ALLA LUCE DEI FATTI DI QUESTI GIORNI ORA HO L’OBBLIGO DI DENUNCIARE”.

 

“Dopo tanto tempo passato a cercare di credere ancora di trovare obbiettività, coscienza e moralità in chi all'interno dell'Amministrazione alla quale appartengo, da quando sono rimasto vittima di un attentato armato a Palermo da parte di appartenenti a “cosa nostra” , mi ha attaccato, delegittimato professionalmente e personalmente, mi perseguita e non ha mai protetto la mia incolumità personale ne quella dei miei familiari dagli evidenti rischi che corro, contravvenendo alle leggi vigenti in materia di sicurezza, (Art. 1 Decreto-legge 6 maggio 2002, n. 83) e minimizzando ogni intimidazione e danneggiamento da me subito anche nel recente passato, oggi è giunto il momento di denunciare.”

Lo dichiara Salvatore De Maio appartenente all’Arma dei Carabinieri il quale è stato completamente abbandonato dalle Istituzioni dopo che circa 5 anni fa a Palermo rimase vittima illesa di un agguato armato teso ad attentare alla sua vita, messo in atto da alcuni appartenenti a “cosa nostra”, oggi Salvatore De Maio è impegnato nella divulgazione della cultura della legalità infunzione del suo passato e dei suoi ruoli di responsabile di alcune associazioni di volontariato.

Anche se, �“ aggiunge De Maio �“ il mio desiderio, animato da grande e fin ora inutile buon senso, è sempre stato quello di fare in modo di appianare ogni divergenza e non portare alla luce certe nefandezze, oggi, sono costretto ad arrendermi di fronte alla triste e vergognosa realtà, che mi ha portato forzatamente e obbiettivamente a constatare che alcuni uomini delle Istituzioni, nulla hanno a che fare con l'onore e il prestigio della divisa che indossano, con gli ideali di legalità e giustizia che dovrebbero incarnare e rappresentare, ne tanto meno con l'attuazione dei principi costituzionali ai quali hanno giurato eterna fedeltà. Ho la certezza documentale �“ continua De Maio - che vi siano delle precise e gravi responsabilità riguardo alla mia vicenda e che queste responsabilità siano attribuibili a singoli individui.

Credo nello Stato e che ogni Istituzione sia Sana, ma oggi mi arrendo alla evidente realtà che anche le più nobili delle Istituzioni sono composte da Uomini e questi uomini troppo spesso sbagliano, quando chi ha responsabilità di gestire della cosa pubblica sbaglia o persevera diabolicamente nell’errore non bisogna coprirlo ma fermarlo. Responsabilmente, oggi ho maturato queste convinzioni dopo aver sopportato ogni forma di ingiustizia personale e professionale possibile, per questo, con i miei avvocati sto formalizzando una lunga e dettagliata denuncia finalizzata a fare accertare alla magistratura ogni reato commesso da numerosi appartenenti alle Istituzioni tra Palermo, Napoli e Roma, consegnando corposa documentazione a sostegno dell’esposto.

Questo �“ conclude De Maio �“ scaturirà di certo una maggiore avversione nei miei confronti da parte di chi è evidentemente è una “mela marcia”, ma, anche alla luce delle ultime risultanze delle indagini della magistratura a Palermo riguardo le collusioni tra Stato e mafia, che coinvolgono anche uomini delle Istituzioni che hanno curato la mia vicenda all’epoca dei fatti di Palermo e anche dopo, ho l’obbligo morale, personale e professionale, di fare verificare attraverso la mia esposizione dei fatti, quale reale movente abbia motivato la condotta negligente attuata fin ora nei miei confronti da alcuni individui appartenenti alle Istituzioni.”

 

 

 

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