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07/ago/2005 12.20.36 associazione acusp Contatta l'autore

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Comunicato stampa
 Assoutenti : E’ urgente fermare l’imbroglio dei servizi telefonici non richiesti affibbiati agli utenti .
 La pratica commerciale aggressiva delle compagnie telefoniche prosegue senza soste e le associazioni dei consumatori incalzano le aziende e l’Autorità di garanzia delle comunicazioni per porre un argine a comportamenti che violano ogni norma di un mercato regolare.
 Ma le risposte non arrivano.
 Con l’Autorità se ne parlerà a fine settembre. Con Telecom Italia se ne è parlato il 18 e 19 luglio senza avere risposte sui punti chiave. Con le altre compagnie non si riesce nemmeno ad avere tavoli di consultazione che abbiano continuità e si tamponano le falle vivendo alla giornata.
  Da parte dell’Assoutenti è stato chiesto, invano, di agire, da parte delle aziende, nei confronti dei loro infedeli call centers e venditori vari, modificando il sistema di pagamento delle provvigioni, condizionandolo al buon esito dei contratti con l’accettazione scritta del consumatore alla proposta delle aziende. Solo questo, secondo l’Assoutenti, stroncherebbe alla radice il fenomeno, incidendo profondamente sulle cause di esso.
 Quello del “Verbal Ordering”, invece,  proposto da Telecom Italia (una sorta di registrazione delle telefonate tra azienda e consumatore per la conferma del servizio), è un palliativo che rovescia comunque sul consumatore l’onere di dichiarare il proprio diniego rispetto a servizi ormai già unilateralmente attivati, con perdite di tempo, incertezza sulla risposta immediata dell’azienda a tali dinieghi e quindi foriero di ulteriori disagi e contenziosi. In particolare Telecom Italia, dunque, se la vuole cavare “mettendo una pezza” a posteriori e solo per chi se ne accorge, legge bene le bollette, protesta, e si rivolge alle associazioni dei consumatori.
 Ma su tutti gli altri utenti, e sono la maggioranza, si vuole spregiudicatamente proseguire nel business. A cominciare, ad esempio, verso chi ha scelto la domiciliazione bancaria, proprio perché si fida(va) delle aziende e non vuole perdere tempo a controllare riga per riga la bolletta, e, soprattutto verso chi, e sono purtroppo tanti, non ha la cultura per fare questi controlli.
 Insomma - ha dichiarato Mario Finzi, presidente dell’Assoutenti -  le compagnie appaiono disposte a isolvere i problemi solo di chi protesta ma non a migliorare i loro servizi commerciali invadenti, aggressivi e irrispettosi dei diritti degli utenti.
 L’Assoutenti sottolinea l’esigenza di considerare che, nella stragrande parte dei contratti contestati, sono le aziende a proporre dei servizi al consumatore e non viceversa. Pertanto non può essere applicato il sistema del silenzio assenso rispetto ad una “welcome letter” inviata (per posta ordinaria!) dopo l’attivazione del nuovo servizio ( è questa la proposta di Telecom) perchè siamo del tutto fuori dalla fattispecie prevista dalla normativa per i contratti a distanza.
 Quando non si è in presenza di una previa iniziativa del consumatore verso il venditore ci vuole una formalizzazione scritta delle condizioni del contratto offerto e l’accettazione esplicita di esse, anche questa scritta, da parte del consumatore. Questo è il punto nodale della questione, su cui il neo approvato Codice del consumo e la normativa comunitaria parlano chiaro.
 Le associazioni dei consumatori hanno anche chiesto che ai consumatori disturbati da tali comportamenti invasivi sia riconosciuto un risarcimento specifico a ristoro dei disagi provocati.
 La via giudiziaria, per il momento, appare quindi sempre più inevitabile, a meno che l’Autorità non prenda in mano in modo deciso il tema della qualità commerciale delle imprese telefoniche, stabilendo un efficace sistema sanzionatorio capace di risultare dissuasivo anche di fronte alle dimensioni del business.
Mario Finzi, presidente
Assoutenti
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