CRIMINALITA', IL PM GRATTER VETERINARI SOVRAESPOSTI

Secondo Gratteri, i medici veterinari sono "sovraesposti" e dovrebbero poter svolgere i controlli abbinati ai carabinieri del Nas, secondo un sistema sinergico ben regolamentato e istituzionalizzato da non lasciare all'occasionalità o alla discrezionalità dei rapporti personali.

31/gen/2011 11.07.04 ANMVI Contatta l'autore

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CRIMINALITA’ E  SICUREZZA ALIMENTARE

IL MAGISTRATO NICOLA GRATTERI: VETERINARI SOVRAESPOSTI

Grande affluenza al convegno dell’AIVEMP in Calabria sulla sicurezza dei medici veterinari ispettori

Ai veterinari in platea: “ Segnalate le situazioni. No all’antimafia del giorno dopo”

 

 

(Cremona- 31 gennaio 2011)  -  “Fate un lavoro importante per la salute. In certe vallate non potete andare da soli”. Il Procuratore Aggiunto presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, è intervenuto al convegno Sicurezza alimentare e sicurezza dei medici veterinari, organizzato il 28 gennaio a Chiaravalle Centrale (Catanzaro) dall’Associazione Italiana Veterinaria di Medicina Pubblica (AIVEMP).

 

Secondo Gratteri, i medici veterinari sono “sovraesposti” e dovrebbero poter svolgere i controlli abbinati ai carabinieri del Nas, secondo un sistema sinergico ben regolamentato e istituzionalizzato da non lasciare all’occasionalità o alla  discrezionalità dei rapporti personali. “Voi fate un lavoro importante per la nostra salute- ha dichiarato il magistrato ai veterinari ufficiali presenti in sala- e in Italia abbiamo i controlli sanitari migliori d’Europa, ma bisogna organizzarsi e fare in modo che il sistema funzioni in modo sistematico”.

 

Gratteri non si presta a  “bagni di ipocrisia” e dice subito della “presenza della ‘ndrangheta nel mondo veterinario” e di come la criminalità abbia avvicinando tutte le professioni intellettuali, in tutto il Paese. “Mettere i soldi nella borsa com’è accaduto è un metodo tipico della ‘ndrangheta”- ha detto il magistrato, richiamandosi alla testimonianza in sala di un veterinario ufficiale veneto. “L’indebolimento dal punto di vista psicologico è tipico della criminalità, come la lusinga, come le “regalie”- ha aggiunto invitando i veterinari ad esercitare una forma di autocontrollo, segnalando le situazioni “prima di finire al pronto soccorso” e a non difendersi sovraesponendo un altro collega (“non sono stato io è stato il mio collega”).

 

“Dobbiamo reagire sempre- commenta il Presidente dell’AIVEMP Bartolomeo Griglio - vanno colpiti comportamenti intimidatori, ma anche i Colleghi devono trovare la forza di non permettere che si arrivi nemmeno all’insulto, ricordando sempre agli altri e a se stessi che in fase di controllo rappresentano l’Autorità pubblica, lo Stato. Nei conflitti, che non sono solo legati a situazioni di illegalità, i produttori devono rivolgersi alle istituzioni dell’autorità pubblica e non rivalersi sul medico veterinario ispettore. L’insulto non è accettabile, va preteso lo stesso rispetto che si deve verso un pubblico ufficiale, perché la credibilità del servizio veterinario è la credibilità dello Stato”.

 

Gli episodi di aggressione e di violenza si sono registrati in molte regioni, dal Veneto alla Sicilia e originano tutti nella salvaguardia di interessi economici illeciti, attraverso l’indebolimento psicologico del veterinario ispettore: proiettili in busta, teste d’agnello, scritte minatorie, minacce ai familiari, violenze fisiche e verbali.

 

Il magistrato ha ascoltato gli interventi di numerosi medici veterinari da tutta Italia, in eguale misura esposti al fenomeno delle intimidazioni nel corso delle ispezioni ufficiali per la sicurezza alimentare, negli allevamenti e nei macelli. Particolarmente significative e coraggiose le testimonianze di Roberto Macrì, veterinario ispettore della ASL di Chiaravalle Centrale e Delegato AIVI per la Calabria (Associazione Italiana Veterinari Igienisti), di Francesco Massara, Presidente dell’Ordine dei Veterinari di Vibo Valentia e di Giuseppe Favaro, veterinario ufficiale di Padova.

 

La zootecnia- ha ricordato Gratteri- è una delle attività della criminalità e chi si frappone deve essere messo da parte. Di qui un severo incoraggiamento ai medici veterinari affinchè al proprio interno sviluppino la coesione necessaria a segnalare da subito le situazioni irregolari e ad essere compatti nel respingere atteggiamenti criminosi: “No all’antimafia del giorno dopo”, ha detto.

 

Quanto è emerso dal convegno  è che i medici veterinari chiedono di uscire dall’isolamento istituzionale, di essere protetti quando trovano il coraggio di denunciare le minacce e le aggressioni per non subire l’ulteriore umiliazione dell’indifferenza sociale e istituzionale.

 

Sul podio anche i parlamentari veterinari On Rodolfo Viola e On Gianni Mancuso, i dirigenti ministeriali Ugo Santucci  e Pietro Noè del Ministero della Salute, il rappresentante dell’Ugl Giuseppe Romano, e numerose autorità del territorio, politici, magistrati e forze dell’ordine. L’ On Nazareno Salerno, Presidente della Commissione regionale alla Sanità, è intervenuto in rappresentanza del Governatore Giuseppe Scopelliti. Ha presieduto i lavori il Presidente della Fnovi, Gaetano Penocchio. Per l’Osservatorio ministeriale ha parlato la Vice Presidente Fnovi Carla Bernasconi. Il Sottosegretario Francesca Martini ha inviato un messaggio: “Esprimo la mia vicinanza a tutti quei medici veterinari che hanno subito intimidazioni e aggressioni durante, e a causa, dello svolgimento delle loro funzioni. Questi episodi vanno combattuti con fermezza affinchè la loro preziosa attività possa essere svolta con serenità e in piena libertà”.

 

Ufficio Stampa ANMVI

Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani

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