07/feb/2011 12.35.08 associazione euromediterranea Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

Il 9 Febbraio ricorre il 162° anniversario della proclamazione della
Repubblica Romana e della promulgazione della prima Costituzione. In quella
data, per la prima volta in Italia, il popolo si diede autonomamente una
Costituzione. La Repubblica Romana, purtroppo, durò solamente cinque mesi:
soffocata nel sangue il 3 luglio 1849, dopo un mese di assedio, dai soldati
francesi di Napoleone III. Pur tuttavia essa fu un evento storico fondamentale
e di svolta nelle lotte risorgimentali per l’unità d’Italia nonché per gettare
il seme della speranza verso la creazione di uno Stato laico, civile e
repubblicano. Lungi da noi l’idea di evocare nostalgicamente una celebrazione
che solo un esigua, ma non estinta, minoranza ancora ricorda ; ma ci sia
concesso almeno un confronto con la situazione attuale. Il Parlamento di quella
Repubblica, che si riuniva in Roma assediata e sotto le cannonate francesi e
borboniche, era formato da gente venuta da tutta l’Italia, personaggi come :
Mazzini, Armellini, Saffi, Garibaldi, Mameli, Dandolo, Masina, Manara, tanto
per citare alcuni nomi, ne facevano parte e purtroppo molti di loro lasciarono
la vita per la difesa della Repubblica.
Accanto a loro, accorsero a difendere questo baluardo di civiltà, contro le
forze della reazione, la migliore gioventù non solo europea, che senza esitare
rispose all’appello del Generale Garibaldi. Come possono essere dimenticati i
volontari bulgari, romeni, polacchi, americani e inglesi che abbandonarono le
proprie Nazioni per difendere in Roma gli ideali di Libertà, Eguaglianza e
Fratellanza. La Repubblica Romana divenne emblema di un Risorgimento che non fu
mai “esclusivo “ del popolo italiano ma semmai sempre “inclusivo “ di tutti i
popoli che, per usare un termine caro a Mazzini “non erano ma anelavano a
divenire nazioni”.
Oggi, a scuola, di tutto ciò si insegna poco o nulla ed è normale che,
raggiunta l’età adulta, si sia poco consapevoli non solo della propria storia e
quindi delle proprie origini, ma anche dei propri diritti e doveri.
Per comodità e per la scarsa inclinazione all’approfondimento, molti
preferiscono dimenticare, denigrare la democrazia e la libertà, per erigersi a
paladini del nuovo dogma : la lotta senza quartiere al “diverso”, l’
ostentazione dei localismi e del fanatismo religioso, il recupero del dialetto
(pur non conoscendo bene l’italiano),condita con la spasmodica caccia all’
occupazione delle posizioni di potere nelle amministrazioni pubbliche sono le
nefaste conseguenze dell’ultimo ventennio. Anche per questo a 150 anni dall’
Unità d’Italia “ non va dimenticato lo spirito della Repubblica Romana ed i
principi mazziniani che in essa trionfarono. Principi ancor più attuali oggi di
ieri: democrazia, emancipazione, comprensione del “diverso”, fratellanza in
quanto riconoscimento del principio universale del “siamo tutti nella stessa
barca” e fonte di un’unica origine

Dott Marco Baratto
Presidente Associzione Lodigiana per lo Studio del Risorgimento
Mulazzano (Lodi)

Dott. Paolo Cipriani
Comitato promotore per la costituzione
della sez lodigiana dell’ Associazione Mazziniana Italiana
Codogno (Lodi)


blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl